19 febbraio 2013

La cura della semplicità


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Il mio problema più grande è sempre stato nella mia testa: penso troppo.
Chi crede nell'astrologia direbbe "sei una gemelli, per i segni d'aria è ovvio avere la testa per aria". Hm. Testa per aria, doppia personalità, anzi quadrupla visto che sono pure ascendente gemelli. 
Aria elevata al quadrato, praticamente volo.
Ma mentre da piccola volavo sugli arcobaleni insieme ai miei Mini Pony (guai a toccarmeli, li ho ancora tutti), ora dovrei avere una consapevolezza della realtà ben più ampia e concreta.
Sì, come no. Peccato che ci sia sempre questo piccolo, piccolissimo intoppo, nella mia testa, tra i miei neuroni e le mie sinapsi, che mi impedisce di fare la materiale, di stare coi piedi per terra invece che continuare a svolazzare sugli arcobaleni.
Mi sento come un palloncino all'elio legato con un fiocco ad un ramo; prima o poi passerà una folata troppo intensa che mi slegherà e via, vi saluto.
La cosa peggiore è che questo vento sono io, è la parte creativa in me, quella che un giorno mi dà un'idea e il giorno dopo ne dà un'altra e poi un'altra ancora. Sinceramente comincio a far fatica a starci dietro, la testa si affolla di pensieri, suona l'allarme come quando si giocava all'allegro chirurgo, TILT TILT!! E alla fine? Succede che non combino niente.

Quindi basta. Ho bisogno di un po' di calma zen, di capire come si fa a non pensare troppo, a prendere le cose così come vengono, nel momento giusto oppure no, e a destreggiarmi tra esse. 

Tabula rasa, voglio ricominciare, ripartire con la prima marcia, invece che con la quarta che poi mi ingolfa.
Sarà la mia personale cura della semplicità, finchè dura (mi conosco troppo bene, ahimè).

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TORTA SOFFICISSIMA ALLA PANNA

Attenzione, questo post è a contenuto altamente calorico. Astenersi salutisti e gente a dieta :)

E' una torta sofficissima e dall'intenso sapore di panna. Anche dopo la cottura resta umida all'interno, un po' come una fudge cake, ma senza cioccolato.
E' indispensabile usare un burro di buona qualità, data la quantità presente.

Ingredienti per uno stampo da 22cm 

160g di farina
190g di burro
250 ml di panna fresca (crema di latte)
170g di zucchero
3 uova a temperatura ambiente
la scorza di un limone bio
mezza bustina di lievito
un pizzico di sale

- Montare il burro con lo zucchero e la scorza di limone fino ad ottenere un composto bello leggero e soffice.
- Aggiungere le uova una alla volta, attendendo l'assorbimento di ognuna prima di aggiungerne un'altra.
- Setacciare la farina con il lievito e il sale e aggiungerla man mano all'impasto della torta.
- Versare per ultima la panna e far assorbire bene.
- Infornare a forno caldo statico a 180°C per 40 minuti circa verificando con la prova stecchino.

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Vi ricordo che il 16 marzo terrò un altro corso sui macarons. Se vi va di partecipare, qui trovate le info!
Vi aspetto numerosi!!! 

16 marzo

08 febbraio 2013

Si replica!


16 marzo

Ebbene sì, a grande richiesta dopo un anno torno con un corso sui macarons!
Dopo la prima esperienza, ho deciso che è davvero troppo che non faccio grandi infornate, il tempo non c'è ma la voglia non passa mai.
Che ne dite di farmi compagnia? ;)
Staremo insieme per un sabato pomeriggio a macaronare e scambiarci quattro chiacchere!

Se vi alletta il programma, terrò il corso sabato 16 marzo presso la scuola di cucina Atelier dei Sapori, in centro a Milano, e preparerò con voi la base dei macaron più 4 diversi tipi di farciture.
Per ulteriori info sul corso scrivetemi a a.galeotti@hotmail.it

Sabato 16 marzo 2013
h. 14.00 - 18.00
Atelier dei Sapori - via Pinamonte da Vimercate 6 - MM2 Moscova

Vi aspetto!!!


06 dicembre 2012

Follie


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Dovete saperlo, questi mesi di "silenzio" virtuale mi hanno torturato.
Ho visto cose che non posso non raccontare e, in questa pazza città di corri corri e spintonate, le peggiori non possono che svolgersi in metropolitana. 
Ma da chi comincio? 
Dunque, c'era quello che sulla banchina faceva finta di parlare al cellulare usando la mano a forma di cornetta e quasi quasi mi aspettavo che dicesse, oltre a un ripetutissimo "pronto", anche "cara, butta la pasta".
Poi c'è stato quello che gridava in faccia alle persone "CHE MESE E' OGGI?? E DOMANI???" e ci mancava che mi prendesse per il bavero da tanta furia aveva. Indimenticabile; ho cercato di evitarlo in tutti i modi perchè l'ho visto arrivare da lontano (santissimi i nuovi treni con le carrozze tutte unite, mi danno un vantaggio non indifferente) ma, nonostante io abbia pregato in tutte le lingue a me note e seminote (milanese compreso), questo mi ha raggiunta appena prima che si aprissero le porte. Non vi dico quanto ho sudato.

pot4Ho avuto anche il mio momento di calma zen, di recitazione del mantra "iosonosuperioreatuttociò" quando un rincretinito perditempo (ma andasse a zappare in miniera) mi ha visto arrivare e ha cominciato ad urlare per telefono qualcosa come "ma le ragazze di Milano non sono capaci di fare niente, sono stupide, sono brutte" ecc ecc...ancora oggi non mi capacito di come io abbia potuto ignorarlo, visto che questo mi si è pure attaccato ai talloni e mi seguiva tenendo il mio passo da seminatrice e urlandomi praticamente nelle orecchie.
E come dimenticare il vecchiettino urlatore che scende sempre a Cadorna e grida frasi senza senso, tirando in ballo, tra i molti, anche il Conte di Cavour?!
Ma il mio preferito è sempre lui, il folle ballerino 50enne della sera sulla linea rossa. Sale solo sulle carrozze poco affollate perchè fa certi numeri appendendosi alle maniglie (nella vita precedente forse era uno scimpanzè) o in verticale sulle mani. Si veste da breakdancer, pantaloni in acetato, t-shirt e cappellino con la visiera all'indietro, sempre accompagnato dal suo fido stereo anni '80 portato in spalla; barba incolta con folti baffi che celano una dentatura che più che altro è una sdentatura, è il Micheal Jackson metropolitano. O per lo meno ci prova: più che afferrarsi i gioielli e stropicciarsi le spalle della maglietta non fa. Però devo dire che ha un modo tutto suo di interpretare Thriller che è un amore. Il mio verso preferito? "Eh lei che sta seduta sul bidè".
Non chiedetemi altro.

pot1PETIT POTS ALLA CAROTA VIOLA E COCCO

Ingredienti per 4 pots

100ml di latte intero
20ml di panna fresca
2 tuorli
35g zucchero
100g di carote viola (peso sbucciato)
4 cucchiai di farina di cocco + extraper guarnire

Cuocere a vapore le carote per renderle tenere. Frullarle poi fino a ridurle in una crema omogenea.
Scaldare a fuoco basso il latte e la panna e lasciare in infusione con il cocco per almeno 15 minuti.
Intanto mescolare tuorli e zucchero ma senza montarli.
Filtrare panna e latte e unire ai tuorli aggiungendo anche la purea di carote, mescolando bene con una frusta.
Porzionare la crema e cuocere a 90°C in forno statico per 1 ora e 30.
Far raffreddare e guarnire con del cocco.

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29 novembre 2012

Doppiamente felice


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Ieri, 7.30 circa della sera, metropolitana (tanto per cambiare).
Salgo le scale un po' affannata (scamorza dentro), la mantella mi impiccia, la borsa pure, l'ombrello è ingombrante e fradicio, sono al telefono e davanti a me si schiera uno squadrone di controllori che cercano di stanare i trasgressori che non vogliono pagare il biglietto interurbano.
Grazie al cielo ho la coscienza a posto, ma un solerte dipendente ATM mi blocca comunque parandosi davanti, pensando forse che io stia fingendo di telefonare per sfuggire all'ispezione.

"Si fermi qui" mi intima. 
"Arrivo arrivo" rispondo io, spegnendo il cellulare.
"Buonasera signorina" ammicca lui con il tono del "vedrai che bella multa ti appioppo". Poi nota la mano sinistra reggere la borsa mentre con la destra rovisto alla ricerca dell'abbonamento. "...o forse devo dire Signora".
Sorrido smagliante "in realtà, Signora".

Lui mi fa andare via senza neanche controllare l'abbonamento, liquidandomi con un semplice e sorridente "Arrivederci Signora".

E mi lascia così, doppiamente felice: non solo ho finalmente e ufficialmente dichiarato a qualche estraneo di essere sposata, ma mi sono anche gratificata con un "signorina" che, lasciatemi illudere, mi fa sempre sentire una ventenne.

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BANANA BREAD SEMI-INTEGRALE CON NOCI

E' un dolce-non-dolce. Il relativamente basso contenuto di zucchero (che a mio parere può essere aumentato tranquillamente) e il gusto della farina integrale rendono il dolce perfetto per la colazione o per un brunch ;)
Insomma, doppiamente buono!

Ingredienti per uno stampo tipo plumcake (ispirato al cake ai frutti rossi in questo libro)

100g farina integrale
100g farina 00
1 uovo
2 banane molto mature
125g zucchero di canna (o il muscovado)
80g burro fuso
125ml yogurt bianco
100g di noci (peso sgusciato)
mezza bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella

Setacciare le farine con il lievito e la cannella.
Sbucciare le banane e schiacciarle bene con una forchetta fino a ridurle in crema.
Montare zucchero e uovo, poi aggiungere la banana mescolando lentamente per amalgamare.
Aggiungere lentamente le farine, poi lo yogurt e infine il burro fuso e raffreddato.
Infine, incorporare le noci spezzettate.
Versare in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a 180° per circa 50 minuti.
Far raffreddare prima di sfornare.


26 novembre 2012

A volte ritornano


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Sì, il titolo è forse un po' epico, a tratti tragicomico. Della serie: chi non muore si rivede.
L'ultimo post risale a 9 mesi fa...praticamente una gestazione. Panciotta da ingorda a parte, giuro che non ho sfornato niente che non fossero dolci, ma in fondo neanche più di tanti.
Di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta e posso dire che questo anno ha segnato una piccola svolta per me.
La faccio breve? Ho compiuto 30 anni (mi sento una portatrice di trentennaggine come mi avessero bollata con la lettera scarlatta: i ragazzini che schiamazzano in metro cominciano ufficialmente ad irritarmi e la gente mi chiama Signora...), mi sono sposata (e dici niente! Ma alla fine che cambia? Ancora non ho capito. Ah sì, la gente è ancora più motivata nel chiamarmi Signora) e ho fatto uno stupendo viaggio di nozze negli Stati Uniti, al cui ritorno è seguita l'adozione di due pelosini amorosissimi, ovvero i nostri due micini Cookie e Pepe (prove tecniche di maternità).

In tutto questo parapiglia i mesi sono volati, ma chi li ha visti proprio? Tre mesi fa infiocchettavo bomboniere e ora penso ai regali di Natale.
La cucina si è un po' sentita abbandonata (me l'ha confessato); vuoi la dieta, vuoi il corri-corri organizzativo prematrimoniale, non ho combinato una cippa.
Ma ora vedo di rimettermi in riga, perchè, diciamocelo, cominciavo a fare la muffa.
Ed esiste un modo migliore di ricominciare se non con una torta di mele? E che torta di mele, niente meno che la apple pie, ma con il mio solito tocco. Chè, si sa, le cose "normali" mi annoiano sempre.

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APPLE PIE. Quella che piace a me.

Ingredienti per uno stampo da 20 cm

Per la brisèe (ricetta di Martha Stewart):
325g farina 00
225g burro freddo a tocchetti
1 cucchiaino sale fino
1 cucchiaino zucchero
acqua fredda, da 50 a 75ml a seconda dell'assorbenza della farina

Per il ripieno:
4 mele golden mature
il succo e la scorza di mezzo limone
100g zucchero
50g pinoli
50g mirtilli rossi essiccati
1 cucchiaino di amido di mais
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
un goccio di brandy (facoltativo)


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Preparare la brisèe nel mixer, mescolando tutto molto velocemente fino ad ottenere un impasto  omogeneo.
Dividere in due panetti uguali e riporre in frigo.
Mescolare lo zucchero con la maizena e le spezie, aggiungere la scorza e il succo di limone e mescolare bene.
Ammollare in acqua calda i mirtilli (con eventualmente un po' di brandy), sbucciare e tagliare le mele a fette sottili circa 2mm, aggiungendole a mano a mano allo zucchero+limone.
Aggiungere infine i pinoli e i mirtilli rossi, dopo averli scolati e asciugati.
Stendere uno dei panetti di brisèe ad uno spessore di 3/5 mm massimo, coprendo tutto il fondo della teglia.
Bucarherellare il fondo con una forchetta e versare il ripieno livellandolo bene.
Coprire con un altro strato di brisèe stesa, praticare delle piccole incisioni per la fuoriuscita di vapore e spennellare con uovo (o latte) e zucchero.
Rimettere in frigo almeno 30 min.
Scaldare il forno a 220° statico e infornare nella parte bassa per 20 minuti, Abbassare poi a 180° e continuare la cottura per altri 45 minuti, controllando il colore della crosta.

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03 febbraio 2012

Ma che fico!



La matematica non è un'opinione, fin qui non ci piove. Ma la meteorologia, o almeno la percezione di essa, a quanto pare sì.
Un paio di settimane fa, quando ancora non era scesa tutta questa neve, mi accingevo al mio solito giretto per le commissioni d'ufficio. Diciamo che il discreto freddo mi imponeva una etichetta alquanto bardata; vista la mia mise di piumone extralarge, sciarpa chilometrica, stivali pelosi, cappello e cappuccio calati, il cassiere della banca ha pensato bene di salutarmi con un "ma i cani da slitta dove li hai parcheggiati?".
Forse io sarò apparsa esagerata ai suoi occhi (mamma mia, se avessi potuto vestirmi di più, giuro che l'avrei fatto), ma se solo avesse visto quale pittoresca donnina si aggirava nei dintorni della banca, in compenso mi avrebbe di certo nominata come la donna più gnocca e stilosa di tutta Milano, ma che dico, me voglio rovinà, di tutta la provincia!

Ebbene, suddetta donnina girava con una sorta di ponchoche faceva tanto plaid della nonna e...con le infradito. Solo a ricordarla le mie dita dei piedi diventano cianotiche. Io, che metto le calzine anche d'estate, ho avuto un mancamento, come se fossi caduta in un lago ghiacciato. Signora mia, complimenti alla sua circolazione sanguigna.

Ma non finisce qui.

Due giorni fa, stesso posto, stessa ora, ma sotto una neve ben copiosa. Vorrei poter dire che il mio abbigliamento fosse cambiato rispetto al primo episodio, ma piumone e imbottiture varie sono al momento i miei migliori amici. Non era così però per un ragazzo che mi sorpassa bello bello con il cane al guinzaglio, con quel passo slanciato da chi si crede molto ganzo. Anche lui in ciabattine? Macchè. Era in t-shirt.

Manco a dire che avesse un po' di ciccia addosso. No.

Magro come un chiodo e dall'incarnato tendente al verdolino malaticcio. Sì insomma, viene proprio da dire "ma che fico!" :)
 

MACARONS SALATI FICHI E PROSCIUTTO COTTO

Primo esperimento con i macarons salati! Era un chiodo fisso da mesi e posso dirmi soddisfatta; il sapore è decisamente particolare, dolce e salato al tempo stesso, visto che si tratta pur sempre di una meringhetta. Per contrastare consiglio quindi un ripieno bello saporito :)

Guardate anche qua, Carola ne ha proposta una versione molto ispirante poco tempo fa :)

Per circa 20 macarons:

la ricetta dei gusci di base è sempre la stessa

per il ripieno:
100g di fichi secchi
50g di burro salato morbido
un paio di fette di prosciutto cotto o crudo, a piacere
pepe

- Realizzare i gusci alla maniera solita.
- Tritare finemente i fichi al mixer, montare il burro e aggiungere i fichi tritati e il pepe.
- Spalmare entrambi i gusci di ciascun macarons coi fichi e guarnire poi con il prosciutto.


Vi volevo ricordare il mio corso sui macarons del 18 febbraio, è quasi al completo ma una o due persone ci stanno ancora :)



23 gennaio 2012

Che oca...


Ci sono giorni in cui guardo l'armadio e non posso fare altro che constatare la mera realtà: "mamma mia, che tristezza".
Davanti a me si para una fila informe di maglioni altrettanto goffi e spugnosi, il cui colore va dal marrone al grigio per finire al nero, con qualche sprazzo di beige per le giornate di buonumore e, se proprio mi sento al settimo cielo, opto per una frizzantissima varietà verde bosco. Questo è il massimo della vita che mi trasmettono le stagioni fredde, e non va bene.
Ma realizzo ormai di aver davvero toccato il fondo l'altro giorno quando, sotto la doccia, ho dovuto frenare l'irresistibile impulso di attaccarmi alla bottiglia del bagnoschiuma melone-anguria manco fosse un biberon; io, drogata di estate, mi vedevo già con gli occhi sgranati a ingozzare, manco fossi una reduce da un'esperienza da "ultimo sopravvissuto" nel Sahara, litri e litri di quel meraviglioso nettare che mi promette lunghe e assolate giornate fatte di caldo, mare, verde vivo, frutta e cocktail con tanto di ombrellini.
Altro che sole e mare: l'unico effetto garantito sarebbe stata una bella lavanda gastrica in un freddo pronto soccorso, e al diavolo tutte le promesse tropicali.

Accidenti, dico sempre a me stessa, se avessi i soldi, se non fosse che devo lavorare per vivere, vivrei 6 mesi qui e 6 mesi all'emisfero sud, magari in Brasile, giusto per il carnevale di Rio. Di certo non mi mancherebbe l'inverno, figuriamoci l'autunno. 
In questo sono molto oca migratrice, lo ammetto, ma in fondo anche le oche hanno il loro buffo fascino :)



E allora oggi mi lancio con un post luminoso, fresco e soprattutto dissetante, per conquistarmi l'illusione di un angolo di bella stagione.

TORTA SOFFICE ALLO SCIROPPO DI LIMONE E ROSMARINO

Ingredienti per 15 porzioni (teglia da 16 x 26)

Per la torta:
200g di burro
200g di zucchero
3 uova
160g di farina 00
mezza bustina di lievito
125g di panna
125g di yogurt bianco
la scorza di un limone bio
estratto di vaniglia (o i semi di una bacca)

Per lo sciroppo:
125ml di succo di limone
125ml di acqua
230g di zucchero
2 mazzetti di rosmarino
la scorza di due limoni

- Montare il burro con lo zucchero, la vaniglia e la scorza di limone.
- Aggiungere, uno alla volta, le uova facendole assorbire bene nell'impasto.
- Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito e, alla fine, la panna mescolata allo yogurt.
- Infornare a 180° C per 35 minuti circa.
- Intanto preparare lo sciroppo versando tutti gli ingredienti in un pentolino. A fuoco basso, mescolare fino a far sciogliere lo zucchero, portare poi a bollore e poi attendere 5 minuti che lo sciroppo si addensi leggermente.
- Togliere dal fuoco e filtrare.
- Una volta pronta la torta, bucherellarla in più punti con uno stecchino e distribuire lo sciroppo uniformemente.
- Far raffreddare e porzionare.


Questo è il dolce che presenterò questo sabato per la serata Taste&Match in abbinamento al Moscato d'Asti "Felice" del 2010 (mai bevuto uno così buono...), ma ci saranno tante altre gustosissime ricette...insomma, imperdibile! :)



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