28 maggio 2010

Storia di un giorno normale con finale a sorpresa


E' una sera di un normalissimo giorno della settimana.
Torno a casa dal lavoro, incontro per strada il gentil signore del sesto piano che porta il cagnetto Buck a fare la sua passeggiatina serale, prendo l'ascensore, entro in casa, butto le borse (sì, le borse, io giro con due borse..) lì dove capita, giusto il tempo di cambiarmi e mi fiondo in cucina.
Roby non c'è, stasera passa a casa dai miei a prelevare altri sacchetti pieni di paccottiglia varia per la casa (ma non finisce mai questo trasloco??!!), quindi torna tardi.
Quando finalmente varca la soglia di casa allibisco per la quantità di borse che è riuscito a trasportare, con una forza nelle mani degna delle migliori donnone germaniche che all'Oktober Fest portano 5 o 6 boccali di birra traboccanti per mano. Solo che lui, per grazia divina, non ha bionde trecce e una sesta di reggiseno...
Scarichiamo tutto quanto e poi io continuo a preparare la cena (cosa ho cucinato? boh! e chi si ricorda...).
Roby mi guarda e sorride di continuo mentre io proprio non riesco a capirne il motivo, ma lui continua a sghignazzarmi spudoratamente in faccia e io, dopo qualche attonito "ma che hai??" decido che forse è meglio continuare a spignattare...e Roby mi lascia sola.
Mi giro e mi rigiro, tavolo, isola, fornelli, cassetti, lavandino e ancora tavolo. Tavolo.
C'è un pacchetto sul tavolo.
E' un sacchetto che contiene una scatola simil-cubica di circa 20x20...rossa...
Dunque...anniversario ben lontano, compleanno non proprio vicino, Natale non ne parliamo...mi guardo in giro come se qualcuno mi stesse osservando, come se non mi fosse concesso di sbirciare proprio lì, perchè forse non è per me, forse è roba del lavoro di Roby, ma è proprio lì, davanti al mio naso, da quanto tempo??
Basta, lo apro e con la gioia che solo un regalo inaspettato può procurare vedo che la scatola contiene una reflex digitale, una di quelle che da tanto meditavo di prendere.
Corro da Roby e non ho nemmeno la voce per ringraziarlo, ma lo abbraccio così forte da stritolarlo mentre lui emette un "mi chiedevo quando te ne saresti accorta..."



CHEESECAKE CIOCCOLATO E LAVANDA

Svelato il mistero!
Niente biscotti, nè macarons (per ora...), nè cupcakes et similia.
Sinceramente non avevo voglia di accendere il forno, già casa mia è tendenzialmente calda perchè è biesposta, in più il caldo (accentuato da quella sana dose di umidità padana) adesso comincia a farsi sentire. Quindi ho optato per un dolce bello fresco, senza cottura e abbastanza light, giusto per quanto possa essere light una cheesecake :) .

Per la base:
100g burro
250g biscotti secchi (tipo oro saiwa)
un pizzico di sale

Per la crema:
400g formaggio spalmabile light (io ho usato l'exquisa)
400ml latte p.s.
4 cucchiai cacao amaro in polvere
3 cucchiai zucchero
granella di cioccolato
1 cucchiaio di sciroppo di lavanda *
2 fogli di gelatina

Preparare la base tritando nel mixer il burro molto morbido, i biscotti e il sale fino ad ottenere un composto fine.
Trasferirlo in una teglia a cerniera e livellarlo con il retro di un cucchiaio premendo bene.
Mettere in freezer a rapprendere.

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda (deve ammorbidirsi circa 5 minuti) e intanto scaldare il latte col cacao. Quando sarà ben caldo spegnere e aggiungere la gelatina strizzata. Mescolare per amalgamare e far raffreddare a temperatura ambiente.
In una ciotola mescolare il formaggio con la granella di cioccolato e lo sciroppo di lavanda.
Unirvi il latte intiepidito e amalgamare bene. Versare il composto nella teglia e far raffreddare in frigo almeno 2 ore.


* con un cucchiaio di sciroppo alla lavanda il sapore è delicato, il cacao non sovrasta la lavanda e la lavanda non sovrasta il cacao. Per un sapore più marcato dell'uno o dell'altra, dosare a piacere :)

25 maggio 2010

Ma quel cespuglio di lavanda...


Pur abitando vicinissima a Milano, ho avuto la fortuna di crescere in una casa con giardino. Quindi fin da piccola sguazzavo tra cespugli di salvia e arbusti di rosmarino e mi divertivo (quando ancora non avevo la coscienza del "meglio non toccare") a fare la raccolta degli insetti (i miei preferiti erano i maggiolini, avete presente? quelli verdi iridescenti) che facevano beati beati la siesta sulla menta, con grande gioia della mamma che si vedeva questa bambina sorridente con prospettive simili al cane da caccia che solerte riporta la preda al padrone. Con l'unica differenza che io esordivo in un trionfale: "Maaaammaaaaaaaa...cos'è questooooooo????" puntualmente tarpato dalla faccia allarmata e dal repentino slancio della mamma che non sapeva mai cosa aspettarsi da quel "questo".

La lavanda è sempre stata lì, all'angolo tra la Salvia e la Felce, in questo vasone tondo di pietra grezza scavata che, anche da vuoto, per spostarlo necessita di 2 persone (o 4 scamorze come me). Quindi, da che ho memoria, quello è l'angolo della ciotolona paleolitica.
Poverina, non ha questa grande produzione floreale e, di certo, non mi sono mai sognata di amputarla per i miei esperimenti chimico-culinari.
Trovo che sfiorarne i cespugli sia molto più appagante, perchè l'aria si impregna del loro profumo e io mi sento volare in Provenza...

Sono felicissima della mia nuova casetta, ormai mi sono ambientata quasi totalmente, e dico quasi perchè qualcosa comunque resta sempre fuori posto, e sono tante le cose da comprare e che ancora mancano.
Di certo mi manca il verde del mio giardino, mi manca il profumo dei fiori e mi mancherà quello dell'uva americana. Mi manca il canto del merlo che fa il nido sul cipresso e mi manca il mio cane che ci abbaia dietro senza sosta (è pur sempre un terrier...). E mi manca terribilmente quell'angolo tra la Felce e la Salvia dove dal vasone tondo in pietra grezza oscilla al vento la lavanda...


SCIROPPO ALLA LAVANDA

60g fiori di lavanda essiccati
500ml acqua
500g zucchero extrafine

Ho preso questa ricetta dalla cara Fiordilatte che con il suo post sullo sciroppo alle viole mi aveva stregata...io però non avevo i fiori freschi, ma li avevo presi secchi in erboristeria, quindi ho provato il secondo metodo, quello che lei indica a fondo pagina.
Speravo che venisse più denso, tipo miele, invece è rimasto praticamente liquido e non c'è stato verso di addensarlo, però il profumo è ottimo e ne basta davvero poco per aromatizzare un dolce.
E secondo voi che dolce ho fatto???

Prima di cominciare è necessario sciacquare i fiori per eliminare le polveri.
In un pentolino, portare ad ebollizione l'acqua con lo zucchero (l’ebollizione si raggiunge quando le bolle risalgono la superficie).
Togliere dal fuoco ed aggiungere la lavanda. Questo passo è un po' fastidioso perchè la lavanda è molto fine e tende ad appiccicarsi ovunque...
Lasciare in infusione al coperto e a temperatura ambiente fino a raffreddamento completo. Io l'ho lasciata una notte intera perchè volevo un aroma intenso.
Filtrare lo sciroppo, imbottigliarlo e conservatelo in frigorifero.

20 maggio 2010

Cooking session tra amiche - parte seconda


Eh sì, sarò ripetitiva, macarons, macarons e ancora macarons!!
Questa è la seconda ricetta che abbiamo provato domenica scorsa io e la mia cocchina Gaia perchè, dopo la botta confortante e caffeinica dei precedenti macarons, abbiamo voluto "lavarci" la bocca con qualcosa di più leggero e dissetante...per lo meno secondo il parere delle nostre papille gustative e non tanto per i rotolini di ciccia!

La ricetta l'ha postata anche lei, ma a me è piaciuta così tanto che non potevo non inserirla nel mio ricettario virtuale...poi li abbiamo fatti in formato mignon e uno tirava l'altro!!!!!


MACARONS LIMONE E SEMI DI PAPAVERO

Per circa 10 macarons:

1 albume lasciato a temperatura ambiente per 2/3 giorni
40g mandorle
60g zucchero a velo
25g zucchero
colorante alimentare giallo (meglio se in polvere, altrimenti in gel va bene)

60g succo di limone
scorza di 1 limone
10g maizena
100g zucchero
50g burro
1 uovo intero
semi di papavero


Scaldare il forno a 150°.
Tostare leggermente le mandorle per 5-10 minuti in forno a 170°.
Una volta fredde, con il tritatutto, polverizzarle e unirne la farina allo zucchero a velo in un recipiente largo, mescolando con una frusta. Eventualmente, se presentano grumi, conviene passare direttamente al setaccio.
Montare l'albume con un pizzico di sale aggiungendo lo zucchero in 3 parti per formare una meringa ben ferma.
Aggiungere la meringa al mix di mandorle-zucchero a velo e mescolare cautamente dall'alto verso il basso per non smontare il composto. In questa fase aggiungere anche il colorante.
Versare in una tasca da pasticceria con la punta tonda liscia e abbastanza grande (circa 1 cm).
Formare sulla carta da forno i macarons e lasciarli riposare all'aria per circa 30 min.
Infornare per 15 min circa, a seconda della grandezza.
Lasciar raffreddare completamente prima di staccarli.

PS: Volendo, appena dopo la fase di formatura del macaron, si può grattugiare sopra un pochino di scorzetta...


La crema somiglia un po' a un curd. Basta aggiungere tutti gli ingredienti, tranne i semi di papavero, in un pentolino e far addensare. Aggiungere per ultimo i semi.

17 maggio 2010

Cooking session tra amiche - parte prima



In molti mi dicono che sono una persona dolce e fin troppo buona (sarà per gli zuccheri che mangio?!) e, in effetti, è davvero difficile farsi odiare da me perchè io voglio proprio bene a tutti (o quasi :) ), indipendentemente da quanto profondamente io conosca quella persona.

Ma sono poche le persone che possono considerarsi "elette", quelle che, insieme ai cari di famiglia, hanno conquistato un posto riservato nel mio cuore, quelle che mi scaldano sempre con la loro presenza e che mi fanno ridere di cose stupide e di cose serie.

Una di queste persone è Gaia.
Ci conosciamo da quasi 15 anni ormai, da che eravamo pischelline adolescenziali in preda alle paturnie dell'età.
Con lei ho condiviso tutto: le gioie che solo l'amicizia sa portare; le arrabbiature per la vita ingiusta dell'adolescente; il banco scarabocchiato del liceo tra una risata e l'altra cercando di non farsi beccare dai prof; i vagabondaggi del sabato pomeriggio in centro dopo la scuola; le vacanze in ozio a bordo piscina o su campetti improvvisati di badminton; le nottate sveglie semplicemente a parlare e a fare la guerra alle zanzare; nonchè lividi, linguacce, musi e scenate di gelosia.

Ovviamente tante volte abbiamo condiviso il nostro habitat naturale, la cucina, e io mi sono sempre trovata in perfetta sinergia, perchè quando cucino io di solito sono una pazza furiosa mentre Gaia ha sempre tutto sotto controllo (ma come caspita fai???!!), quindi questa sua innata flemma del "se qualcosa va storto non importa, a tutto c'è rimedio" controbilancia la mia frenesia culinaria del "vedrai che prima o poi il classico casino lo combini" ed il risultato è sempre perfetto :)



Ieri ci siamo dedicate per l'intero pomeriggio ai macarons.
Complice il fatto che da poco Ladurée abbia aperto il primo negozietto qui a Milano, siamo in piena fase meringhetta mandorlata (va bene io non faccio testo, a me la fase macaron dura 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni all'anno....), e quindi perchè non approfittarne per battezzare la mia cucina cucinando proprio questi dolcetti paradisiaci??
Abbiamo fatto due tipi di macarons con ricette che compensassero la spiccata dolcezza della meringa (giusto per non nausearci...), ma io comincio a postare la prima ricetta, poi si vedrà... ;)




MACARONS CIOCCOLATO FONDENTE EXTRA E CAFFE'

Per circa 10 macarons:

1 albume lasciato a temperatura ambiente per 2/3 giorni
40g mandorle
60g zucchero a velo
25g zucchero
1/2 cucchiaino di caffè solubile
colorante alimentare marrone (meglio se in polvere, altrimenti in gel va bene)

50g di cioccolato extra fondente (a seconda dei gusti)
50g di panna fresca
1/2 cucchiaino di caffè solubile


Scaldare il forno a 150°.
Tostare leggermente le mandorle per 5-10 minuti in forno a 170°.
Una volta fredde, con il tritatutto, polverizzarle insieme al caffè e unirne la farina allo zucchero a velo in un recipiente largo, mescolando con una frusta. Eventualmente, se presentano grumi, conviene passare direttamente al setaccio.
Montare l'albume con un pizzico di sale aggiungendo lo zucchero in 3 parti per formare una meringa ben ferma.
Aggiungere la meringa al mix di mandorle-zucchero a velo e mescolare cautamente dall'alto verso il basso per non smontare il composto. In questa fase aggiungere anche il colorante.
Versare in una tasca da pasticceria con la punta tonda liscia e abbastanza grande (circa 1 cm).
Formare sulla carta da forno i macarons e lasciarli riposare all'aria per circa 30 min.
Infornare per 15 min circa, a seconda della grandezza.
Lasciar raffreddare completamente prima di staccarli.

La crema di ripieno non è altro che una semplice ganache.
Basta spezzettare finemente in una giotola il cioccolato, far scaldare bene la panna col caffè e aggiungerla al cioccolato, mescolando delicatamente per amalgamare.
Farcire i gusci una volta freddi.

11 maggio 2010

Il prima e il dopo


PRIMA:

IO: "mamma, che dici, faccio una torta per la colazione?"
MAMMA: "Ma cosa vuoi fare, va', che tu sei a dieta e tuo padre ha una pancia enorme..."
IO: ....

IO: "papà, mi aiuti a tirare giù il kenwood dal frigo che voglio impastare un po'?"
MAMMA (è bello notare come gli altri abbiano voce in capitolo): "ma lascia stare tuo padre, che quell'affare pesa un accidente!!!"
IO: ......................

DOPO:

IO: "Roby, e se ti facessi una crostata con la marmellata?"
ROBY: "yummmmm......."

IO: "Amore, quasi quasi mi metto a fare la sfoglia così abbiamo croissants a colazione...che ne dici?"
ROBY: "YUMMMMMMMMMMM....."


Ecco....ci sta benissimo che io sia a dieta e che i dolci li debba vedere col binocolo (beh, è tutto relativo).
Ci può anche stare che effettivamente lo scatolone del mio bimbo-kenwood con tanto di frullatore e macina carne pesi quanto 3 persone.
Ma, dopo aver visto sui blog che più seguo brioche e croissants di ogni tipo e forma, non ci può stare che qualcuno mi impedisca di cimentarmi nell'impresa di farli con le mie mani...
Non ci può stare che qualcuno compri un vasetto di marmellata alle ciliegie (che, guarda caso, si intona perfettamente a quell'infuso ai frutti rossi che mi ero presa giusto per la colazione della domenica) e pretendere che certe idee non si risveglino nella mia frullante testolina.......
E soprattutto: ci può stare che io resista allo sguardo della mia dolce metà mentre mi chiede di fargli i dolci della colazione?
Insomma, come dice anche la tv, toglietemi tutto, ma non il mio croissant!

Post it per Dr. Dieto-tiranno e sconsigliato come gravemente autolesivo per coloro che vogliono stare a dieta: sabato sera ho mangiato una pizza al formaggio, una coppetta di gelato, un croissant alla marmellata (di cui ho fatto il bis domenica mattina). Risultato? Sono dimagrita!!!
Lo so...me ne pentirò presto, e allora Dr. Tiranno esulterà...ma, per ora, che momento glorioso :)



Ingredienti per 10 croissants:
Ho preso la ricetta di Montersino che avevo visto su youtube e che poi Sarah aveva proposto, ho dimezzato ulteriormente le sue dosi perchè fare 20 croissants per 2 persone mi sembrava esagerato...però ne è valsa la pena!!! Qui c'è la sua versione con tanto di tutorial esplicativo, grazie Sarah :)

LIEVITINO
56g acqua
125g manitoba
17g lievito di birra fresco

IMPASTO
75g zucchero
38g burro
2 uova a temp. ambiente
75g latte
8g sale
un cucchiaino scarso di malto
250g manitoba
scorza di mezzo limone

PER SFOGLIARE
188g burro di ottima qualità


Iniziare a preparare il lievitino: sciogliere il lievito di birra nell'acqua tiepida e impastarlo alla farina fino a formare una palla che andrà messa a bagno in un'ampia ciotola di acqua a 30-35 gradi max. All'inizio la palla affonderà, ma nel giro di qualche minuto avrà formato l'anidride carbonica all'interno e sarà venuto a galla.

Intanto che il lievitino riposa a bagno, preparare l'impasto: mettere nella planetaria zucchero e farina setacciata.
Sciogliere nel latte tiepido il malto; una volta sciolto aggiungere questo latte al mix di farina e zucchero poco alla volta, aspettando ogni volta che l'impasto l'abbia assorbito.
Procedere poi con le uova, una alla volta, sempre aspettando l'assorbimento completo.
Aggiungere infine la scorza del limone (o qualsiasi altro aroma si voglia).
Prelevare poi il lievitino dalla ciotola, strizzarlo delicatamente dall'acqua, aggiungerlo nella planetaria all'impasto, e lasciar impastare abbondantemente fino a che sarà completamente amalgamato.
Aggiungere poi il burro morbido e poco alla volta, aspettando tra un'aggiunta e l'altra, e per ultimo il sale.
Fare lavorare la planetaria per circa 30 minuti per fare incordare.
Il composto che risulta è molto morbido, non lavorabile al mattarello, quindi è bene formarlo in un panetto tra due fogli di pellicola senza PVC e lasciarlo in freezer (io ho fatto due ore buone).

Intanto che il panetto si rassoda in freezer si può tirare fuori il burro per sfogliare. E' bene che il panetto di burro sia della temperatura giusta, nè troppo molle nè troppo duro, altrimenti c'è il rischio che si squagli ovunque o che l'impasto non riesca ad agglomerarlo bene.
Una volta morbido, metterlo tra due fogli di pellicola e formare un rettangolo che sia più piccolo del panetto di impasto di circa la metà e che rientri dai bordi di circa un cm.

Quando l'impasto sarà della giusta consistenza, tirarlo fuori dal freezer e prepararsi per la sfogliatura.
Il rettangolo deve essere posizionato sul piano di lavoro con i lati corti rivolti in alto e in basso. Appoggiare in mezzo di traverso il panetto di burro e chiuderci sopra i lembi inferiore e superiore dell'impasto senza che si sovrappongano.
Girare a 90° e tirare col mattarello fino ad ottenere un lungo rettangolo.

Ora bisogna effettuare le 3 piege a tre:
Immaginate di tracciare 2 linee orizzontali per dividere teoricamente in 3 parti uguali il rettangolo, ottenendo così una parte inferiore, una intermedia e una superiore.
Prendete la parte inferiore del rettangolo e piegatela sopra alla parte intermedia.
Ora fate la stessa cosa con il lembo superiore, da sollevare e da piegare sulla parte intermedia. Si otterrà così un panetto grande in totale un terzo di quello originale, precisamente delle dimensioni di ognuna delle tre parti.

Girare di 90° in senso antiorario il panetto (avendo così l'apertura sul lato destro) e tirare di nuovo la sfoglia con il mattarello fino ad ottenere un altro rettangolo lungo, come il precedente.
Ripetere quindi le pieghe a tre per la seconda volta, rigirate il panetto tenendo sempre l'apertura a destra. Ristendere con il mattarello e ripetere le pieghe per la terza ed ultima volta.

Avvolgere ora il panetto nella pellicola e lasciarlo in frigo per circa un'ora.

Una volta trascorso questo tempo, stendere di nuovo l'impasto in un lungo rettangolo e formare dei triangoli dai quali, partendo dalla base verso la punta, si arrotoleranno i croissants.
Spennellateli con tuorlo e panna per ottenere la crostina in superficie.

I croissants hanno bisogno di lievitare al calduccio prima di essere infornati, quindi fateli gonfiare bene e senza fretta :)
Cuocere poi a 190° per 15 minuti.

Se si preferisce svegliarsi la mattina con il dolce sapore di burro, consiglio di preparare il giorno prima la sfoglia, di formare i croissants e, senza farli lievitare, di congelarli su un vassoio. Si possono tranquillamente tirare fuori dal freezer la sera prima di andare a dormire, avranno modo così di lievitare durante la notte (i miei erano diventati enormi.....).
Ho cominciato a prepararli al mattino verso le 9.30 e tra un riposo e l'altro nel primo pomeriggio erano già in freezer, pronti per essere scongelati la sera e gustati a colazione :P
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