21 dicembre 2011

E anche quest'anno...


...era inevitabile. Voluto o non voluto, amato o non amato, Natale sta arrivando. 
E con esso il rituale delle corse al regalo, gli "allenamenti" per allargare lo stomaco in vista dei pranzi/cenoni (eh sì, servono per non stramazzare :P), il gioco del "dove-ti-nascondo-il-regalo-prima-di-poterlo-impacchettare" e i primi regalini mangerecci che non ho potuto non scartare...ma di questi vi parlerò a gennaio :P


Un altro anno che passa e io mi sento già nostalgica...
Quindi voglio ringraziare tutti voi che mi avete tenuto compagnia in questo 2011: grazie per aver "sfogliato" le mie pagine, per aver lasciato un commento, per aver provato le mie ricette; grazie per i premi che mi avete lasciato, per le belle parole, per avermi stimolato con scambi di idee e ricette o semplicemente per esservi fermati a leggere :)

Vi lascio la mia ultima ricetta dell'anno e, perchè no, un'idea carina per decorare la tavola delle feste. Questi cupcake sono infatti deliziosi come segna posto, non trovate? :)



CUPCAKE PANETTONE

Ingredienti per 8 cupcake con il pirottino bianco come da foto, 12 per un pirottino classico.

115g farina 00
115g zucchero
90g burro morbido a tocchetti
2 uova a temperatura ambiente
100g uvette
140g arancio candito
due cucchiai di brandy
una stecca di vaniglia
un cucchiaino di lievito
latte per spennellare

Per la glassa:
100g di meringhe polverizzate
acqua qb

- Mettere le uvette a bagno in acqua e brandy per almeno 10 minuti.
- Tritare metà dei canditi fino a ridurli in pasta.
- Setacciare farina, zucchero, e lievito insieme, aggiungere il burro e poi le uova una alla volta mescolando per far assorbire uniformemente.
- Aggiungere alla fine i canditi tritati e in pezzi, le uvette asciugate e passate nella farina, la vaniglia e mescolare ancora fino ad avere un impasto soffice e bello liscio.
- Versare nei pirottini e infornare a 180°C per 15 minuti circa. Sfornare, spennellare i cupcake con il latte e rimettere in forno per qualche minuto o fino a completa cottura. In caso di cupcake più piccoli di quelli nella foto, ridurre il primo tempo di cottura.
- Glassare una volta freddi, con polvere di meringa e acqua quanto basta.



Ci leggiamo a gennaio!


19 dicembre 2011

Sweet Christmas


Due settimane fa ho partecipato al corso della mia Gaietta. Il tema era "Sweet Christmas" e quindi potrete ben immaginare quali profumi aleggiavano nella cucina.
Ci siamo saturate di burro, di glassa e soprattutto di tanta, tantissima calda cannella. 
Gaia ci ha accolte coccolandoci subito con dei vassoietti di dolci preparati con le sue mai, tra cui quei crumb bars che vedede nella foto qui sopra: un trionfo di burro, frutta secca e cocco che ha conquistato tutte, dal primo all'ultimo morso! A proposito, sono appena stati pubblicati sul suo blog...io non esiterei a provarle :P


Gaia è bravissima e super professionale, una vera ganza insomma :D
Ma allora, volete vedere alcune delle cosette che abbiamo preparato?
Questi sono stati in assoluto i miei preferiti, muffin extrafondenti con datteri e glassa...un tripudio di cioccolato che una come me non poteva non amare! :D



Qui sopra le mince pies, dritto dritto dalla tradizione natalizia inglese. Farcite di un ripieno di frutta secca e burro e avvolte in coppette di frolla, calde sono assolutamente divine!



Ovviamente non poteva mancare l'esercito di gingerbread cookies... :D guardate qui sotto la mia sorellina che decora l'albero!


Sempre in tema inglese, la fruit cake, anch'essa ricca di frutta secca e spezie, in una particolare variazione profumatissima allo zafferano. Provatela, non vi deluderà!

E poi gli speculoos...la torta di zucca e nocciole...insomma: chi viene alla prossima? :)



14 dicembre 2011

Voce del verbo: strudelare

Al giorno d'oggi siamo soggiogati da un crescente fenomeno di "deitalianizzazione" della lingua. 
Ma che succede? I compratori sono diventati buyers, Fido è ufficialmente un pet e il nostro telefonino è un device che gira con apps in download sugli stores.
E ora non puoi avere un matrimonio figo senza la wedding cake del caso, perchè ormai la torta nuziale non va più di moda.
Ahimè non posso certo proclamarmi giudice innocente perchè proprio ci casco anche io in pieno con entrambi i piedi e pure fino ai gomiti, a partire dal titolo del mio blog (ma qui mi concedo la licenza poetica del gioco di parole :). Chi però ha mai resistito al fascino del click?
Nessuno credo. 
Ebbene facciamoci un favore: la lingua italiana è bella, è ricca, antica e inimmaginabilmente complessa nella sua storia, nel suo passato multiculturale. Non castighiamola inutilmente.
Parliamo di cibo invece che di food, chiamamo antipasti questi strausati appetizers, che la cake torni ad essere torta e, per carità, usiamo il telefonino come un telefonino. Al diavolo il mobile.


STRUDEL INTEGRALE ALLA NOCCIOLA E MIRTILLI
Questo strudel è nato per una mia fissazione: non mi piaciono lo strudel troppo "sfogliato" nè quello troppo "frolloso". Come rimediare? Ho cercato e ricercato tra i miei non pochi libri di cucina e - accidentaccio! - non avevo neanche una mezza ricetta in croce per uno strudel! 
In medio stat virtus, dicevano i romani; quindi ho sfogliato la frolla. O frollato la sfoglia. Voi che ne dite? ;)

Ingredienti

Per la sfoglia:
un disco di pasta sfoglia
100g di farina integrale
100g di farina 0
100g  di zucchero
100g di burro
1 uovo a temp ambiente
80g di nocciole tritate non troppo fini
essenza naturale di vaniglia

Per il ripieno:
500g di mirtilli freschi
100g di zucchero
1 cucchiaio di amido di mais
il succo di mezzo limone
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere

- Preparare la frolla facendo sabbiare nelle farine il burro. Aggiungere poi lo zucchero, la vaniglia, le nocciole e l'uovo, facendo assorbire bene gli ingredienti ma senza lavorare troppo la frolla. Coprire e mettere in frigo per circa 1 ora.
- Lavare i mirtilli delicatamente e asciugarli. Setaccianre in un recipiente lo zucchero, l'amido e le spezie. Unire i mirtilli e il succo di limone, mescolare bene e far riposare.
- Stendere la frolla della dimensione della sfoglia e sovrapporre i due dischi, mantenendo la sfoglia sotto la frolla. Piegare la sfoglia a 3 e stenderla con il mattarello a formare un lungo rettangolo, poi girarla di 90°, ripiegarla e ristenderla. Frolla e sfoglia non si devono completamente amalgamare.
- Distribuire il ripieno nel centro e chiudere lo strudel avendo cura di chiudere bene i lati per non far fuoriuscire i mirtilli.
- Cuocere a 190° per circa 45 minuti. Poco prima di sfornare, cospargere di zucchero semolato e far leggermente caramellare.


28 novembre 2011

Come un Caravaggio


L'autunno mi abbatte: pioggia, cielo coperto, foglie morte, colori caldi, freddo...no, no, non fa per me.
Io amo la primavera, il trionfo dei profumi dell'erba fresca e dei fiori che sbocciano, un tripudio di colori su alberi e siepi, la certezza che il sole tornerà a scaldarti le membra.
Ma l'apoteosi della mia avversione per l'autunno è novembre che, nel mio immaginario scolpito nelle memorie da grigia vita milanese, corrisponde a nebbioni impenetrabili alternati a piogge torrenziali, quelle che ti bagnano fin sopra al ginocchio e per cui non basterebbe neanche un ombrellone da spiaggia a proteggerti.

Per fortuna, dove Madre Natura infierisce, Madre Natura compensa.
Le tavole autunnali sono quanto di più bello ci sia e la freschezza dell'estate lascia il posto al calore delle pietanze che scaldano l'animo, con quei banchetti di frutta secca e verdura che sembrano usciti da un Caravaggio.
E allora, chi vuole una fetta di questa torta autunnale?


TORTA AUTUNNALE

Ingredienti per uno stampo da 22cm

4 fogli di pasta fillo
ripieno alla zucca (metà dose)
50g di noci pralinate
50g di biscotti integrali
100g di burro da fondere
2 cucchiai di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di acqua

- Una volta mescolati tutti gli ingredienti per il ripieno di zucca, portarlo a bollore per ottenere una crema cotta. Farlo raffreddare completamente coperto con la pellicola a contatto con la superficie.
- Bagnare un po' di carta da forno e rivestire uno stampo da 22cm.
- Ritagliare un disco di pasta fillo della dimensione del fondo dello stampo, spennellarlo di burro fuso e porlo sul fondo.
- Prendere un altro foglio di pasta fillo, posizionarlo con il lato più lungo verso di voi, passarlo completamente con il burro fuso anche sui bordi e angoli, poi versare un terzo del ripieno e distribuirlo in una striscia lungo il bordo più vicino a voi. Aggiungere le noci pralinate spezzettate e i biscotti sbriciolati. Arrotolare prima a salsicciotto per ottenere un "tubo" ripieno e poi trasferirlo nello stampo arrotolandolo su se stesso a spirale, cominciando a formare il centro della torta.
- Proseguire allo stesso modo con gli altri due fogli di fillo, continuando con la spirale.
- Spennellare di abbondante burro fuso tutta la superficie, avendo cura di imburrare anche gli angoli.
- Infornare a 180°C per un'ora o fino a doratura.
- Appena fuori dal forno, spennellare con lo sciroppo d'acero misto ad acqua.


Questa è la mia torta per il contest della nostra pepina rosa, Carolina, sulle torte autunnali :)




24 novembre 2011

La teoria del comfort food


Qualche giorno fa Sarah ha lanciato una domanda nell'etere di facebook: "quando avete voglia di coccolarvi, qual è il vostro cibo-conforto per eccellenza?"
Ecco, appunto. Voi qui aprite la pagina e vi vedete spiattellati dolci a destra e a manca, colate di cioccolato e cupcakes a cui manca solo il cartellino "mordimi".
Eppure mi ci è voluto un attimo, la prima cosa che mi è balenata per la testa: al diavolo la nutella e qualsiasi compagno di zuccheri, e al diavolo pure la maionese, io amo il brodino di pollo!!!
Ah che meraviglia quando torni a casa lasciandoti alle spalle il gelo dell'esterno, apri il frigo e trovi il brodo appena preparato con il pollo e le tue verdurine e sai che è sano (si spera), sai che è naturalmente antibiotico e fa bene, sai che ti scalderà con il ricordo del pranzo di Natale e i suoi cappelletti preparati in casa.

Oppure l'altroieri, quando ero a casa in malattia e di umore grigio grigio, mi sono coccolata con...un fantastico cavolfiore al vapore! Poco condito, mi raccomando...
Ma io dico: perchè i miei comfort food sono obiettivamente così deprimenti???? Sarò mica vecchia dentro?
Ho una teoria a riguardo: a furia di leccare spatole intrise di cioccolato e spazzolare il fondo delle planetarie perchè "c'è quel rimasuglio che il leccapentola proprio non riesce a tirare su" il mio fisico ha bisogno di un po' di sano ritorno alle buone abitudini. Non me lo spiego altrimenti. 
Oppure sono svitata forte; il che non guasterebbe neanche...se mi ricoverate vado a nozze con la mensa dell'ospedale :)



Ebbene, dopo questi tripudi di brodini della nonna, non ci vogliamo rifare un po'?

CIAMBELLA AL CAFFE' CON GLASSA ALLA LIQUIRIZIA

Ingredienti

300g farina 00
200g zucchero 
4 uova
50ml di olio di girasole
125ml di caffè espresso
200ml di latticello (o 50% yogurt + 50% latte)
50g di cioccolato fondente da fondere
1 cucchiaio colmo di caffè macinato
1 bacca di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
cacao per spolverare

per la glassa:
75g di cioccolato fondente (ho usato un fondente non troppo amaro, al 50% per contrastare la liquirizia)
50ml di panna fresca
10g di liquirizia purissima (quella in scaglie è perfetta. per un sapore deciso, usatene 15g)
un tocchetto di burro

- Separare tuorli e albumi.
- Montare i tuorli con metà dello zucchero fino a far raddoppiare di volume.
- Aggiungere, alternandoli, la farina setacciata con il lievito e i vari liquidi (latticello, caffè, olio).
- Unire, per ultimo, il cioccolato fuso, la vaniglia e il caffè in grani.
- Montare a neve ferma gli albumi con un goccio di limone, incorporando gradualmente l'altra metà dello zucchero.
- Aggiungerli delicatamente in tre volte all'impasto della torta mescolando dal basso verso l'alto.
- Imburrare uno stampo e cospargerlo di cacao.
- Versare la torta per 2/3 della capienza e far cuocere a 180° per 50 minuti circa. Far raffreddare completamente prima di sformare.
- Per la glassa, tritare o pestare al mortaio la liquirizia. Non occorre farne una polvere perchè va comunque sciolta.
- Sciogliere il cioccolato nel microonde a bassa potenza o a bagnomaria. Nel frattempo portare a bollore la panna con la liquirizia facendola sciogliere bene.
- Unire la panna al cioccolato e amalgamare perfettamente, aggiungendo un tocchetto di burro per dare lucentezza alla glassa. Versare sulla ciambella.


Mi era avanzato dell'impasto e non ho resistito, ne ho ricavato 3 piccoli cupcakes che poi ho decorato con la glassa e la granella di liquirizia. Che ne dite? :)

Con questa ricetta partecipo al contest di I can has pancakes e Marangoni Cioccolato, tutto cioccolatoso!!!!!!!



21 novembre 2011

Natale goloso


Basta: lo so che tutti gli anni mi dico sempre di evitare cose inutili, di pensarci per tempo e blabla...solo che ogni volta mi ritrovo a dover fare tutto di corsa nella settimana prima di Natale.
E non sono certamente l'unica...
Quindi ho deciso che quest'anno allargherò la produzione, mi metterò sotto con conserve e biscottame per un Natale fatto in casa, che arrivi dritto al cuore perchè non è preso dal bancone di un supermercato o dallo stand di un negozio.


Questa che vi voglio proporre oggi è un'idea semplice e soprattutto golosissima! Alzi la mano chi di voi lettori ama la frutta secca pralinata: per me è una droga, non la compro mai perche mi ritrovo inevitabilmente a finire un sacchetto in 5 minuti con la conseguente sensazione di glicemia alle stelle.
Però mi servivano delle noci pralinate per un dolce e le ho fatte da me in men che non si dica. Il lato negativo ovviamente c'è: sono troppo buone!

FRUTTA SECCA PRALINATA

Non è una vera e propria ricetta, servono zucchero e frutta in pari peso, più 3 o 4 cucchiai di zucchero per la pralinatura.

- Far scaldare lo zucchero e la frutta secca in una padella larga mescolando continuamente per mantenere i singoli pezzi separati. 
- Quando il caramello è scuro (come quello del croccante, per intenderci), togliere la pentola dal fuoco e versare la frutta ben sparpagliata su un piatto completamente coperto di zucchero. 
- Mescolare bene per ricoprire uniformemente le praline e far raffreddare.


Per la confezione ho usato un barattolino di yogurt riciclato, e con dei quadrati di carta velina ripiegata 4 volte sulle diagonali ho realizzato i coperchi per poi chiudere il tutto con un nastro.


Questi sono solo esempi molto semplici, ma le forme e i materiali che potete utilizzare sono infiniti :) basta liberare la fantasia!

18 novembre 2011

Una vita fatta a scale


Non sono una fanatica dell'attività fisica. Ok, fa bene all'organismo, mente sana in corpo sano, ecc...non voglio certo negarlo, anche perchè (a quanto dicono) dopo aver fatto del sano esercizio fisico pare ci si senta bene. Ma alzarsi presto la mattina e tornare tardi la sera di certo non mi invogliano a trovare un buco di un'ora per infilare una corsetta o una biciclettata. Quindi, corse in metro e frenetiche masticazioni a parte, il mio corpo non brucia chissà quali calorie.

Ovviamente non va bene. Al minimo sforzo mi ritrovo con la lingua penzoloni come quella dei cani che si divertono a ficcare la testa fuori dal finestrino di una macchina in piena corsa. Solo che io non mi diverto per niente...
Per darci un taglio, mia sorella mi ha illuminato: "scordati dell'ascensore; quando torni a casa la sera fai le scale a piedi".
L'idea ha avuto su di me l'effetto di una doccia gelata ma mi sono dovuta arrendere alla necessità: aiutiamo questo povero cuoricino.
Armata di buoni propositi, ho fatto le scale a piedi.

Ecco, qui è necessaria una premessa: io abito al quinto piano. Visto che le scale più lunghe che mi capita di fare sono di una rampa o due...già immaginavo come sarebbe andata a finire. Ma non volevo arrendermi prima di cominciare. 
Ed eccomi lì, ad aprire il portone della tromba delle scale, ma non sono sola: un figuro a me ignoto (abito lì da un anno e mezzo ma giuro che non l'ho mai visto prima) ha prenotato l'ascensore.


"Buonasera" esordisco a testa alta e gli faccio capire che io sono ganza e prendo le scale anche se ho mantella di lana, sciarpa extralarge chilometrica e super pelosa, cappello e due borse pesanti; lui invece, secco com'è nel suo giubbottino da fighetto, prende l'ascensore. Tzè, pappamolla!

Faccio un piano: ok, la stanchezza è quella che e in fondo quando si è stanchi tutto sembra più pesante, ma mi convinco che sia normale, anche perchè ho appena cominciato...
Secondo piano: il ritmo cardiaco è stranamente alterato, suvvia Alice, non puoi fare così schifo! Forse è il caldo, meglio togliersi cappello e sciarpa.
Terzo piano: Dai che sono a metà! Però sento una sovrapproduzione di acido lattico alle articolazioni delle gambe che cominciano ad indurirsi facendomi salire tutta scomposta e, a peggiorare la situazione, le porte dell'ascensore si aprono facendo uscire il tipo di prima che nota il mio evidente disagio fisico (hai visto a fare la galletta??)
Quarto piano: ormai sono tutt'uno con la ringhiera. Comincio seriamente a pensare che qualcuno, per scherzo, mi abbia messo dei mattoni nella borsa e nelle tasche.
Quinto piano: mi sento morire. Ho la vista appannata e respiro con il fischietto, la mantella è praticamente scomposta e mi sta su una spalla sola, muovo i piedi come avessi dei ferri da stiro al posto degli stivali e mi si scioglie la faccia (se non altro non sarò stata pallida).


Entro in casa dove, fresco fresco, trovo il fidanzato che, a giudicare dal mio aspetto e soprattutto dal mio rantolare, deve aver dedotto che mi ero decisa a farla a piedi.
"Allora, l'hai fatta a piedi?" mi chiede sorridendo.
Non ho la forza per respirare e parlare insieme, quindi annuisco e basta.
"E dunque, vero che ti senti bene ora?".

Ecco. A questa domanda credo sia inopportuno rispondere.


CAKE INTEGRALE AL GOLDEN SYRUP E NOCI MACADAMIA

Questo cake visto da Sarah mi è sempre rimasto nel cuore e dovevo proprio provarlo. Però avevo della farina integrale da fare fuori assolutamente e di lì ho deviato, come sempre.
Il procedimento dell'aggiunta degli ingredienti è rimasto lo stesso, ho solo modificato un po' le proporzioni e gli ingredienti (e dimezzato tutte le dosi per fare un solo cake).
Vi rimando anche al post originale di Alex.

Ingredienti per uno stampo da plumcake

100g burro
145g zucchero a velo

2 uova
55ml latte
115g farina integrale

7g lievito
87g farina 0

60g golden syrup
10ml rhum
noci macadamia

Questo cake va preparato in 4 parti (quelle suddivise sopra).
- Per prima cosa montare lo zucchero e il burro fino a ottenere un composto gonfio, soffice e spumoso.
- In un contenitore a parte, unire alla farina integrale prima le uova e poi il latte mescolando con una frusta per ad eliminare tutti i grumi.
- Versare la pastella sul composto burro+zucchero, amalgamando bene, unire poi il golden syrup e il rum.
- Intanto, setacciare la farina 0 con il lievito e aggiungerli all'impasto.
- Aggiungere alla fine le noci macadamia, intere o spezzettate.
- Foderare uno stampo da plumcake con carta da forno o passarlo con burro e farina. Mettere il cake in frigo a riposare per qualche ora per prolungarne la fragranza (io non l'ho fatto perchè ero di fretta, e dovendolo portare ad una cena sapevo che ne sarebbe avanzato poco :P)
- Prima di infornare incidere per il lungo il cake con un coltello imburrato per favorire la formazione della cupola e cuocere a 160/170 °C per circa 50 minuti verificando con la prova stecchino.


16 novembre 2011

AcCORdiamoci



Oggi niente ricetta: voglio parlarvi di una bellissima iniziativa, un solidale cordone di umanità che si sta trasformando in una rete sempre più fitta.
Come tutti sappiamo, le conseguenze dell'alluvione in Liguria sono state devastanti, tanto per la sfera pubblica quanto per la privata.

Nel particolare, noi foodblogger ci stiamo stringendo intorno ad una di noi, Chiara, che, all'alba della realizzazione del proprio sogno di una vita intera, si è vista portare via tutto quanto dall'impeto dell'acqua.
Le immagini parlano chiaro e molto meglio di tante parole e per questo vi invito a scorrerle fino alla fine.

E' logico che noi, singolarmente, non possiamo presumere di poter risanare dei danni così gravi ma insieme costituiamo una grande forza. E ora chiediamoci: se fosse successo a me? Se anche io stessi vivendo un momento del genere?

Per questo è stata messa in moto una macchina fatta di solidarietà e beneficienza; è nato un gruppo su facebook per organizzarsi (Foodblogger per Officina di Cucina), ci stiamo attivando per recuperare e sostituire le materie prime e le attrezzature danneggiate e sono molti altri i progetti da portare in atto.

Se volete, potete fare una donazione libera a questo conto corrente aperto per l'iniziativa:
IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO
Swift Code: CRGE IT GG 110
Per tutte le informazioni (spedizioni, materiale mancante, ecc...) lascio questo indirizzo email:
acquavivascorre@gmail.com
Facciamo tutto il possibile, spargiamo la voce affinchè questa rete non si interrompa. Al momento sono stati fatti dei piccoli ma significativi passi, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto! 

Alice


Logo credit Cobrizo

09 novembre 2011

Metti sei ladies ad un tea party


E sì, che ci fanno sei ladies ad un tea party?
Ciciarano per ore, fanno incetta di glucidi vari ed eventuali del caso, scattano foto a manetta, ma soprattutto si divertono tanto, tantissimo :)
Questo è il resoconto di quello che è successo a casa mia due domeniche fa quando Gaia, Giada, Cinzia, Cey e Cris e io ci siamo riunite in allegra compagnia per organizzare un tea party da fare invidia a qualsiasi convenzione britannica.


Ovviamente ognuna ha portato qualcosa, ma mica in porzioni umane, eh? No, perchè qui tra foodblogger mi sa che si ha sempre paura che il cibo non basti mai :D 
Inutile dire che alla fine abbiamo mangiato oltre il limite delle nostre capacità gastriche...
Ma insomma, alla fine della fiera, che si è mangiato?
Qui sotto i frollini decorati di Cinzia e le crumble cakes mela e cannella di Cey.


E qui in bella mostra i cake pops al cioccolato di Cris


I cupcakes al burro di arachidi e cioccolato della mia Gaietta


I tramezzini spezza dolce di Giada (che manna!)


Scusate, ma non ho potuto fare a meno di fare i macarons :D , questi sono al sambuco



E poi? Tanto tè da sorseggiare, ovviamente!


Ma la batosta finale è giunta per mano mia. Questa torta ha messo ko tutte quante e ci siamo dovute rifugiare nei vari digestivi del post banchetto...


TORTA A STRATI EXTRA DARK

Per assemblare questa torta ho dovuto cuocerne 3 separatamente, che poi ho tagliato a metà. Alla fine ho usato solo 5 strati perchè cominciava a diventare davvero altina :D. Ho preso la ricetta da qui, anche se ho riadattato le dosi perchè mi sembrava troppo troppo dolce... La ricetta originale basta per due sole torte, quindi vi metto le dosi convertite per 3. 

Ingredienti per uno stampo da 22cm

Per la torta:
342g di farina 00
480g di zucchero
93g di cacao amaro
3 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci

1 cucchiaino e mezzo di sale
3 uova a temperatura ambiente, leggermente sbattute
375ml di caffè espresso forte
375ml di latticello, a temperatura ambiente (sostituibile con latte e yogurt in proporzioni 50% e 50%
162g di olio di girasole
1 bacca di vaniglia (o estratto naturale)

Per la farcitura:

320ml di latte
7 tuorli
120g di zucchero
30g di farina
50g di cioccolato fondente
50ml di caffè molto caldo

Per la copertura:
200g di burro
400g di zucchero a velo
4 cucchiai di latte
colorante a piacere (facoltativo)

- Preparare la torta setacciando insieme tutti gli ingredienti secchi. Mescolando (o con la planetaria) aggiungere mano a mano gli ingredienti liquidi fino a completo assorbimento. 
- Si otterrà un impasto molto liquido, quindi consiglio di usare stampi ben foderati. Dividere in 3 e cuocere a 180° per 35/40 minuti. Attenzione a non seccarla: la torta alla prova stecchino non si deve incollare ma comunque rimane morbida. Ripetere la cottura con le altre due.
- Per la farcitura, settacciare lo zucchero con la farina. Montarli poi con le uova fino a ottenere una consistenza spumosa, chiara e gonfia almeno il doppio.
- Spezzettare il cioccolato finemente e versarci sopra il caffè caldo per scioglierlo.
- Portare a bollore il latte, unire il cioccolato sciolto e i tuorli montati e fare addensare come una crema pasticcera. Riporre in un contenitore basso e largo, coprire con pellicola aderente alla superficie e far raffreddare completamente.
- Una volta fredde, rifinire la superficie delle torte e tagliarle poi in due. Tenere da parte uno dei 3 strati inferiori da utilizzare, capovolto, come strato superiore della torta. Farcire gli strati: la crema non deve fuoriuscire dai bordi della torta.
- Preparare la crema al burro montando il burro a tocchetti con lo zucchero a velo e il latte. Aggiungere il colorante alla fine.
- Distribuire, con il retro di una spatola, un primo velo sottile di crema al burro su tutto il contorno, partendo dai lati e poi sul top della torta. Non importa se ci sono briciole, verranno coperte con il secondo strato. L'importante è che la torta abbia una forma cilindrica uniforme e una superficie piatta (ps: grazie cocchina :P).
- Mettere in frigo per almeno mezz'ora e poi distribuire il secondo strato di crema. Per la decorazione, aiutarsi con il retro di un cucchiaio con movimenti circolari e irregolari. 

Questa è la torta tagliata...perdonate la foto, le luci erano quelle che erano :D


28 ottobre 2011

Giù per la tana del coniglio



Questo è un post programmato. Sì, lo so, fa un po' strano vederlo per iscritto, ma in questo momento, proprio mentre scrivo, sono le 11 di sera passate, le mie occhiaie hanno sconfinato tanto che sembro indossare una mascherina da procione e la mia posizione sul divano si avvicina più al disteso che al seduto in una percentuale pericolosamente prossima al 95%. 
Sto per cedere, ma non ho ben capito se ho voglia di andare a letto o meno.

Il fatto è che la scorsa notte ho fatto uno dei sogni più strambi che mai mi siano capitati. E dire che ne ho sognate di ogni eh...ma proprio ieri, non so come, non so perchè, ho sognato il Bianconiglio.
Giuro, non ho guardato cartoni animati nè film sulla favola di Alice, eppure...eppure vagavo in un bosco, con tanto di sole che filtrava tra le foglie degli alberi, prati verdi e ruscelletto gorgogliante e tutto era così coloratamente innaturale ma talmente vivo da sembrare reale.
Mi giro e vedo un coniglio bianco, niente panciotto, niente orologi, nè trombette o guantini cerimoniali. Un semplice coniglio bianco, paffutello e morbidoso, ma dall'aria stanca e anziana. Mi avvicino, si fa prendere e, appoggiato sui palmi delle mie mani, lo porto all'altezza del mio sguardo. Non parla, ma mi guarda e non c'è bisogno di dire altro: lo devo seguire.
Il coniglio comincia a correre, si gira spesso per accertarsi che io lo stia veramente seguendo, e continua per la sua strada, salendo su una collinetta che pare infinita. E poi ecco che si ferma e io non posso fare a meno di guardarmi indietro per vedere dove sono finita, ma non faccio in tempo a voltarmi che subito, ai piedi della collinetta, proprio lì dove passeggiavo prima di incontrare il coniglio, lungo il ruscello si riversa un'onda d'acqua torbida, galoppante e devastante.
La consapevolezza lascia il posto ad un enorme sentimento di gratitudine, e apro gli occhi.
Se quello era effettivamente il Paese delle Meraviglie, bah, a quanto pare stanotte probabilmente incontrerò lo Stregatto o chissà chi altro; ma sono più che certa che, se Freud fosse ancora vivo, sarei il suo soggetto di analisi preferito :/

Bando ai miei sogni disturbati e, per rimanere in tema, vi lascio in compagnia di una torta delle meraviglie ;)
Anche questa presa dal libro di Martha Stewart come quella dello scorso post, ma adattata liberamente nelle dosi e nel procedimento. Insomma, compratevi sto libro! :D

(PS: Martha, prima o poi dovrai pagarmi per tutta sta pubblicità)


CROSTATA CIOCCOLATO, CAFFE' E MASCARPONE

Ingredienti per uno stampo da 22cm

Per la frolla:
200g di biscotti tipo Digestive
100g di burro
20g di cacao amaro

Per il ripieno:
250g di mascarpone
100g di ricotta

Per la ganache:
200g di cioccolato fondente (io ho usato il 72%)
1 cucchiaio colmo di caffè macinato
100ml di panna fresca
un tocchetto di burro

- Foderare uno stampo a cerniera con carta da forno. 
- Tritare i biscotti e aggiungere il burro fuso. Una volta omogeneo, con il dorso di un cucchiaio distribuire il tutto nella teglia, in uno strato uniforme spesso circa 5mm, anche sui bordi. Mettere in frigo fino a rassodamento (circa 30 min).
- Preparare la ganache spezzettando il cioccolato finemente in una ciotola. Scaldare la panna con il caffè e, appena bolle, versarla sul cioccolato, mescolando bene per sciogliere uniformemente. Aggiungere anche il burro per dare lucentezza. Mettere in frigo a rassodare un po'.
- Filtrare la ricotta in un colino e mescolarla al mascarpone, poi farcire la base della torta.
- Quando la ganache è più soda ma ancora lavorabile, montarla con le fruste. Riempire un sac à poche e, con la punta a stella, procedere con la decorazione, partendo dal centro verso i bordi.
- Gustare fresca.



NOTE:
- Ho fatto questa torta in due versioni. La prima con una farcitura di formaggio cremoso e zucchero a velo, ma risultava troppo soffice e sprofondava un po' nel taglio sotto il peso della ganache. In compenso era strabuonissima!
- Se amate il sapore del cioccolato amaro, mantenete queste dosi. Se siete del partito del "glicemia forever" potete aggiungere zucchero a velo nella farcitura o optare per un fondente meno amaro, sul 50%. Sconsiglio di scegliere tutte e due, risulterebbe davvero troppo dolce!





Related Posts with Thumbnails