26 febbraio 2011

Ma quella punta di sale...


Ho appena peccato: non vi dico quante fette di pane e burro mi sono appena mangiata per merenda.
E non si tratta di burro normale, no, perchè c'è burro e burro.
Si tratta del burro salato 1889 delle Fattorie Fiandino, recapitatomi qualche settimana fa appena dopo l'iscrizione al contest indetto insieme a Sandra di Un tocco di zenzero
Questo burro, ottenuto da panne riposate, ha un sapore decisamente unico, non unge la bocca ma ricorda tantissimo il latte fresco ed è in grado, con la sua punta salata, di rendere speciali non solo un semplice pane e burro, ma qualsiasi pietanza, dall'antipasto al dolce.
La cosa più peccaminosa è che questi due panetti, che già di per se stessi sono un attentato ai miei fioretti di dieta, sono stati recapitati, con grande e piacevole sorpresa, insieme a una confezione di formaggio Gran Kinara, ottenuto con caglio 100% vegetale e quindi leggero leggero per gli intolleranti al lattosio. Quasi inutile dire che anche di questo favoloso formaggio non è rimasto gran che in frigo...
Insomma, grazie alle Fattorie Fiandino per questo goloso omaggio! Vi invito a fare un giro sul loro sito, per leggere la storia dei loro prodotti. Io ho avuto l'occasione, durante Golosaria a Milano, di assaggiare il loro formaggio alla birra...davvero unico! 

Ho pensato tantissimo a cosa realizzare per questo contest; ho cambiato idea almeno 4 volte credo, e molti di voi lo sanno (vero Gaia e Gaia? :P), anche perchè vi ho resi partecipi dei miei buchi neri inframezzati a idee all'inizio brillanti ma che poi, alla fine dei conti, non mi convincevano questo gran che.
Ora sono contenta del risultato e soddisfatta di quanto poco siano durati questi petit four :)


PETIT FOUR AL CIOCCOLATO E CAFFE' CON CREMA DI NOCI E BURRO SALATO 1889

Per la base:
110g di zucchero
100g di farina 00
2 uova
15g di cacao amaro in polvere
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
110g di Burro Salato 1889 Fattorie Fiandino

Per la crema al burro:
90g di noci (peso sgusciato)
50g di zucchero a velo non vanigliato
2 cucchiai di latte
50g di Burro Salato 1889 Fattorie Fiandino

Per la glassa:
160g di zucchero a velo non vanigliato
25g di caffè forte

- Preparare la base dei petit four mescolando insieme farina e cacao setacciati, zucchero e lievito.
- Unire il Burro Salato morbido a tocchetti e le uova e mescolare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
- Bagnare la carta da forno, strizzarla bene e foderare la teglia facendo aderire la carta ai lati.
- Versare il composto nella teglia e infornare a 170°C, forno statico, per circa 20 minuti, facendo la prova stecchino per verificare la cottura. 
- Una volta cotta la base, far raffreddare a temperatura ambiente.
- Preparare la farcitura tritando le noci nel mixer per ridurle in una pasta morbida ma ancora leggermente granulosa.
- In una ciotola dalle sponde alte montare con le fruste il Burro Salato; unire la pasta di noci, il latte, lo zucchero a velo e continuare a montare fino a ottenere una crema densa.
- Tagliare in due la base nel senso della larghezza, ottenendo due metà uguali da sovrapporre una all'altra. 
- Spalmare una delle due con la crema, lasciandone due cucchiai da parte per la decorazione finale, e sovrapporre l'altro strato su di essa.
- Mettere in frigo a rassodare.
- In una ciotola, Unire caffè e zucchero a velo e mescolare per ottenere una glassa non troppo liquida e senza grumi.
- Riprendere la base farcita e versarci sopra la glassa, distribuendola omogeneamente lungo tutto il dolce. Far indurire.
- Con un coltello ben affilato, tagliare i petit four in cubetti da 3 x 3 cm.
- Decorare con la crema rimasta con una sac à poche e, a piacere, con noci pralinate.



21 febbraio 2011

Io e il mio totem


Avete presente gli animali totem? Quelli che nelle culture del Nord America venivano assegnati dopo una sorta di rito di iniziazione alla vita adulta? 
Il percorso di vita veniva segnato dalla guida spirituale di questo totem e le azioni e il comportamento nel corso degli anni ne riflettevano le caratteristiche intrinseche, come il coraggio, la forza, la generosità, lo spirito di guida.
Io non ho fatto nessun rito di iniziazione, per carità, ma con orgoglio posso affermare di avere un animale totem.
Sì.
Il bradipo.
Scommetto che molti di voi (cattivelli :P) avranno pensato al maiale, data la mia poco mascherata indole a sbaffare cibo praticamente 24 ore su 24 (se solo potessi mangiare dormendo...).
Però no, il bradipo è il mio totem, non mi piace, ma mi si è ormai cucito addosso.
Perchè? Vediamo: sono leeeeenta...ho i miei ritmi. La calma è la virtù dei forti e con calma si riflette a mente lucida. Infatti quando ho degli insoliti sprazzi di impetuosa attività, non capisco niente e mi prendono, logicamente, per matta.
E poi, dormo sempre, dormo di sasso, dormo ovunque. Sì, insomma, oltre alle classiche pisolate in metro (ronf ronf...) penso di essere una delle poche persone in grado di addormentarsi...come dire, in bagno, va'.

Oggi il cielo è di un bianco simil-neve, quel bianco che ti fa tanto venir voglia di appoggiare un po' la testolina sulla scrivania...solo 5 minuti dai...
Dopo una settimana di sole e di pensionamento del piumino nell'armadio, sono ritornati, assai sgraditi, freddo, grigio e pioggia.
Il tempo mi ha illuso. :(
Però oggi ho tanta voglia di primavera, di fiori, di sole e di pic nic all'aria aperta, quindi mi porto avanti :)



TRAMEZZINI CON FRUTTA E MASCARPONE

Per il pane (ricetta delle Simili)
750g farina 00
30g lievito di birra fresco
30g burro morbido a tocchetti
15g sale
380g acqua tiepida
1 cuc.no zucchero
1 cuc.no malto

Per la farcitura:
frutta a piacere
mascarpone
zucchero

- Nella planetaria o in un'ampia ciotola, versare quasi tutta l'acqua e sciogliervi il lievito.
- Aggiungere malto e zucchero e mescolare. Unire poi un po' della farina e impastare. Aggiungere il sale e continuare con la farina.
- Montare il gancio e unire, poco alla volta, il burro facendolo assorbire bene.
- Quando l'impasto è compatto e morbido, lavorarlo qualche minuto sulla spianatoia, battendolo un po' per facilitare la lievitazione.
- Imburrare uno stampo rettangolare (io ho usato quello del plum cake, ma è risicato lo spazio) e far lievitare 1 ora.
- Cuocere per 50 min a 200-220°C, poi togliere dallo stampo e appoggiare sulla gratella.
- Lo stampo del pane in cassetta ha un coperchio che si chiude. Io ho usato la stagnola per emularlo, ma il pane è lievitato talmente tanto che non ha retto gran che...comunque è venuto un po' a funghetto :)
- Per i tramezzini, affettare il pane, togliere la crosta e tagliare a triangolo.
- Mescolare lo zucchero (quanto volete voi) e il mascarpone, spalmare e guarnire con la frutta. Per trasportarli, si possono avvolgere in un po' di carta da forno.


Con questi tramezzini partecipo al contest di About Food sulle ricette da picnic!

about food

17 febbraio 2011

Brutta e stupida.


Ore 19.00.
Metropolitana milanese.
Elevato grado di stordimento dovuto a pesante giornata lavorativa mista a intenso sentimento di "non-mi-scocciare-o-ti-tiro-un-cartone". 
Il modo in cui sono accasciata sul bracciolo di fianco al mio posto è quanto meno imbarazzante, stile polpo in secca su uno scoglio.
Una signora si siede di fianco a me borbottando e penso che, in fondo, anche io avrei seri motivi per borbottare a fine giornata, ma sono solo troppo pigra per farlo.

Una fastidiosissima e troppo alta nota vocale in lontananza interrompe il mio flusso azzerato di pensieri (stile linea piatta di elettrocardiogramma) e mi costringe a rimettere la vista a fuoco e a risintonizzare la mia concentrazione.
Una porta più in là, un alquanto oscuro tizio blatera riguardo al grado di "mafiosità" di Milano rispetto a Venezia...
Si avvicina a me. E' a meno di un metro di distanza e si pianta lì, continuando a blaterare  e a guardarsi in giro in cerca di consensi o, con molta più probabilità, di una sana litigata con qualcuno.

Ed ecco che esordisce, con quel suo bell'accento romagnolo che tanto mi ricorda Giacobazzi: "non ci sono più le belle donne settentrionali di una volta".
Sbem. Grazie. 
La carrozza è ormai semivuota, ma ho due donne di fianco a me e altre due di fronte, e mi meraviglio tuttora che non siano comparsi degli enormi punti interrogativi (misti forse a qualche #@!) sopra alle nostre teste nello scambiarci attoniti sguardi.
Non che io sia la Venere del Botticelli, ma lui proprio non brilla affatto nè per charme nè per bellezza...anzi: è piuttosto un buco nero.
"Ormai sono rimaste solo quelle brutte e quelle meridionali. E quelle meridionali non sono mica belle". A questo punto la signora di fianco a me sembra sul punto di ringhiare, e finalmente capisco il suo borbottare di prima.
"Le donne del nord di adesso sono buone solo per i festini di Berlusconi, ma quelle del sud manco per quello!
Sbem. A ri-grazie, Lei mi lusinga!
"Le tedesche, le svedesi...quelle sono le donne belle, quelle che piacciono davvero. Perchè gli uomini del sud, cosa facevano una volta? Venivano al nord a trovare una moglie settentrionale, una che gli facesse tutti i lavori in casa, che li servisse e li riverisse".
...

"Ma ora non funziona più così, perchè ormai le donne del nord rimaste sono troppo stupide anche per fare quello".

SBEM. Grazie di nuovo.

Ma gli svitati di solito non saltano fuori coi primi caldi??!!
 
SOUFFLE' DOLCE CON RICOTTA, MIRTILLI E SEMI DI PAPAVERO

Ingredienti per 6 soufflè monoporzione

150g ricotta (passata al setaccio per eliminare grumi)
4 uova a temp. ambiente
80g + 20g zucchero a velo
125g di mirtilli
10g fecola
semi di papavero (due cucchiaini)
essenza di vaniglia
burro per gli stampini

- Preriscaldare il forno a 200°C.
- Lavare e asciugare delicatamente i mirtilli e imburrare bene gli stampi.
- Sul fondo, versarvi i mirtilli, lasciandone qualcuno che andrà amalgamato direttamente nel soufflè.
- Separare tuorli e albumi e montare i primi con 80g di zucchero a velo.
- Aggiungere, sempre montando, la ricotta, la vaniglia, la fecola, i semi di papavero e i mirtilli rimasti.
- Per ultimo, montare a parte gli albumi a neve ben ferma con i restanti 20g di zucchero a velo e aggiungerli al resto degli ingredienti con molta delicatezza, dall'alto verso il basso.
- Versare negli stampi per 3 quarti della capienza e infornare subito.
- Cuocere per 15 min circa, senza aprire il forno. Come al solito mi si è afflosciato, ma dopo tutto è un soufflè, mi consolo!
- Se volete, potete spolverizzare di zucchero a velo; io, da brava sugar-addicted, ovviamente l'ho fatto :P


Con questo soufflè partecipo al contest della dolce Imma!


E poi...vi ricordate queste? Hanno vinto il primo premio! Grazie ai Labna per il contest e per avermi premiata e complimentissimi alle altre vincitrici, Ambra e Daniela!
E poiiii...(giuro, è l'ultima) avete comprato Cosmopolitan?? Food Couture fa parte del servizio "Prendilo per la gola"! Emozione... :)

:*

14 febbraio 2011

Dichiarazione d'amore


Provo sempre una sorta di attrazione per le erbe aromatiche.
Mi piace accarezzare le foglie delle piante, un po' come se passassi le dita tra i capelli di un amante, per annusare poi l'impronta che i loro oli essenziali lasciano sulle mie mani.

E poi se c'è un filo di vento vengo letteralmente travolta da quel profumo seducente, fresco e caldo allo stesso tempo, pungente ma dolce.

E' un vero e proprio delitto, secondo me, confinare le erbe aromatiche al ruolo di tocco finale del piatto. Quante volte capita di trasformare letteralmente una pietanza semplicemente aggiungendo una punta di menta, di basilico o di prezzemolo? Che senso ha un arrosto con patate senza il suo bel bouquet di timo e rosmarino? E una pasta con le sarde senza finocchietto? Per me nessuno.
Per non parlare poi del pesto, col quale ho stabilito ormai un rapporto di pura dipendenza, e infatti il basilico per me detiene corona e scettro del Re delle erbe aromatiche.

E qual è il Re del vostro palazzo? :)

A me San Valentino piace perché sono romanticona e cuoriciosa, ma il cibo è il mio amante,  e quindi celebro il mio amore anche per lui con un pane che profuma di bosco, con una punta di rosso passione qua e là.



BIOVE SEMI-INTEGRALE CON MIRTILLI ROSSI E MIRTO - Ricetta delle Sorelle Simili



La ricetta originale prevedeva l'uso di sola farina bianca 0. Io lo volevo un po' più rustico, quindi ho modificato le loro dosi. In corsivo apporto le loro originali, in caso lo voleste liscio.

Ingredienti per 4 pagnotte

350g di Manitoba + 150g di farina integrale (o 500g di farina 0)
300g di acqua tiepida (280g)
20g di lievito di birra fresco
20g di strutto
10g di malto d'orzo
8g di sale
2 cucchiai di mirtilli rossi secchi
qualche rametto di mirto (prima di usarlo, l'ho fatto essiccare in forno 1 ora a 100°C, poi l'ho sbriciolato. Non esagerate perchè tende ad essere amarognolo)

- Mescolare le farine, il sale, i mirtilli e il mirto insieme nella planetaria (si può fare benissimo anche a mano). 
- Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e unirlo mano a mano, impastando a velocità bassa con la frusta K (o foglia). Montare poi il gancio.
- Unire il malto e far assorbire, poi aggiungere lo strutto, un pezzetto alla volta, e far assorbire.
- Impastare per circa 10 minuti, fino ad ottenere una pagnotta elastica, morbida ma non appiccicosa. 
- Coprire e lievitare, al riparo da correnti, per 20 min.
- Riprendere l'impasto e dividerlo in due. Ogni pagnottina andrà lavorata al mattarello fino ad ottenere un lungo rettangolo sottile.
- Arrotolare il rettangolo per il verso lungo ottenendo una sorta di salsiccetta; tirarla leggermente per le punte e schiacciare pochino per formare una striscia larga circa 6 cm. Quindi arrotolarla di nuovo per il verso lungo, mantenendo il lembo di chiusura sotto il basso per non farlo sollevare.
- Infarinare bene un canovaccio. Porre sul tavolo un pacco di farina, coprirlo con l'inizio del canovaccio e far aderire una pagnottella al pacco di farina, con la chiocciolina contro il pacco. 
- Ripetere l'operazione per l'altra pagnottella, solo che al posto del pacco di farina, ora ci sarà la prima pagnottella a fare da "muro". Ricordare di sollevare un po' il canovaccio piegandolo, per formare una sorta di barriera tra una pagnotta e l'altra.
- Concludere ponendo la fine del canovaccio su un secondo pacco di farina, da fare appoggiare al lato della pagnottella. 
- Quindi la sequenza è: pacco di farina, canovaccio, pagnotta, canovaccio, pagnotta, canovaccio, pacco di farina. Non ho fatto la foto mentre erano in lievitazione, ma siccome mi sembrava difficile da spiegare, l'ho fatta con le pagnotte cotte! Ricordate però di orientare i biove con la chiocciolina contro i pacchi, perchè in lievitazione devono crescere dall'altro lato.


- Coprire con un altro canovaccio e far lievitare 40 min circa.
- Dopo la lievitazione prendere una pagnottella, posizionarla davanti a voi con le chioccioline ai lati e tagliarla di traverso. Procedere così anche per l'altra pagnotta.
- Adagiare le 4 metà ottenute con il taglio in alto e inciderlo ulteriormente per un cm con un coltellino liscio.



- Infornare a 200°C per 35/40 minuti nella parte medio-bassa del forno.



Con questa ricetta partecipo al contest di About Food sulle erbe aromatiche :) c'è tempo fino al 17, su su!

about food

11 febbraio 2011

Spignattando nel Luogo Ideale...


Lo scorso martedì ho avuto il piacere di frequentare una corso presso la scuola di cucina Quaderni e Fornelli.
Questo angolo dedicato agli appassionati di cucina è stato ritagliato all'interno dell'Iper di Portello, a Milano, nello spazio eventi Luogo Ideale.
La prima cosa che mi ha colpito è stata l'accoglienza: le insegnanti Federica e Annalisa sono due vulcani di simpatia e ti accolgono come se non ti vedessero da un sacco di tempo! Sempre con il sorriso sulle labbra, svelano i loro segreti e i loro trucchi per una cenetta impeccabile, a prova di chef!
Tutto questo grazie all'innata passione per la cucina, che ha dato una svolta alla loro vita con la decisione di mettersi alla prova in questa avventura.


La cucina è ampia, spaziosa e c'è spazio per tutti per muoversi, alternandosi nei ruoli ai fornelli.
E quindi tra pesci sfilettati e stagliuzzate alla verdura, abbiamo preparato una cena tutta a base di pesce dai sapori francesi.
Questo è l'antipasto, una tartare di aringa affumicata, mela verde e curry: a dir poco favolosa! La portata che ho più gradito in assoluto (mi sono anche sbaffata quella di Gaietta :P). Non amo tantissimo questo tipo di pesci forti (tollero appena lo sgombro), ma alleggerito da una marinatura nel latte e dalla freschezza della mela è uno spettacolo!


Altro antipastino sfizioso: vongole alla provenzale, da mangiare fredde con un intingolo a base di panna fresca, aglio e prezzemolo. Inutile dire che anche stavolta ho fatto il bis :D


E...il piatto forte! La bouillabaisse! Non avevo mai mangiato una zuppa di pesce in "bianco" e ho apprezzato :))
Servita con patate, pane, salse rouille e aioli, di cui mi sono strafogata all'inverosimile (e il giorno dopo l'aglio non mi dava tregua!!!!! Salsa aioli anti vampiro, decisamente :D)


Insomma, se siete di Milano e dintorni, consiglio assolutamente di frequentare i loro corsi, perchè ci si diverte in compagnia, e quale migliore modo c'è per imparare se non questo?
Io sarò ancora da loro la prossima settimana per un menu del Mediterraneo etnico e non vedo l'ora!

Buon weekend a tutti :)

07 febbraio 2011

:*


San Valentino è alle porte.
Che voi sentiate o meno questa festa come importante nel nostro calendario, è inevitabile che si venga investiti da tutto quello che ci gira attorno.
Di certo non starò qui a disquisire sulla commercializzazione del giorno degli innamorati per eccellenza, ma, in fondo, non c'è forse una festa che non sia spudoratamente commercializzata ormai?
Io ho concluso da un po' la fase dei pupazzetti amorosi e dei cuoricioni imbottiti con scritto TI AMO, ma il sentimento non passa mai, e non posso fare a meno di sentirmi un po' più romantica in questo giorno (un po' come quando mi sento più buona a Natale :P)

Però, questa volta, voglio lanciare un messaggio diverso. Sì, sono mielosa, tenerona e quant'altro. Ma pensate insieme a me: quante volte al giorno mi capita di dire a qualcuno che gli voglio bene? Qualcuno che non siano la mamma, il papà, il pargoletto, il fidanzato o l'animaletto di casa.
Non so voi, ma io sono un caso patologico e forse lo dico fin troppo spesso. Non per sminuire l'affetto che provo per qualcuno, ma io davvero mi affeziono troppo alle persone, magari anche a prima vista (e sai le fregature che becco poi).
Così ora imposto la modalità "carina e coccolosa" e mi sento di fare un gesto d'affetto verso chi mi legge, con più o meno intensità, verso chi ha sempre un commento per me e verso anche chi si sofferma sulla mia pagina pensando che, in fondo, sia carina :)

Ecco per voi i miei muffins del mio San Valentino; atipico, ma forse più bello :*



MUFFINS AL CACAO, PEPERONCINO E MARMELLATA AI FRUTTI DI BOSCO


Ingredienti per 8 muffins

Ingredienti secchi:
200g farina 00
60g di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di lievito per dolci
peperoncino in polvere

Ingredienti liquidi:
1 uovo
2 cucchiai abbondanti di marmellata ai frutti di bosco (o quella che preferite)
30g di burro
200ml di latte

50g di cioccolato fondente

- Mischiare tutti gli ingredienti secchi tra di loro.
- A parte, mescolare l'uovo con la marmellata, il latte e il burro (precedentemente fuso e un pochino raffreddato).
- Mettere intanto il cioccolato a fondere a bagnomaria.
- Unire gli ingredienti liquidi e il cioccolato fuso agli ingredienti secchi e mescolare "rusticamente" con un cucchiaio di legno. Non è necessario ottenere un composto perfettamente liscio, questo è il bello (e pratico) dei muffins :)
- Infornare a 180°C per circa 30 min e fare la prova stecchino per verificare la cottura.


Colgo l'occasione per ringraziare (perdona il ritardo!!) Iva che qualche giorno fa mi ha lasciato un premio stilosissimo, ovvero lo Stylish blogger Award!!! 


Grazie Iva! Ora ovviamente racconto 7 cose di me :P

- Sono golosa da fare schifo :D e forse non gioca a mio favore il mio essere così masochisticamente appassionata di pasticceria...Il mio rapporto con la cucina è di pura dipendenza: se non cucino un tot al giorno, vado a letto insoddisfatta della giornata!
- Mi considero una persona generosa, nonchè inguaribile romantica. Darei un braccio per le persone che amo perchè io stessa, senza di loro, sarei persa.
- Dall'altro lato sono testarda, orgogliosa, permalosa, volubile e pure maestrina! Un bel mix, vero? Beh, dopotutto sono una Gemelli ascendente Gemelli...
- Amo la natura fin da quando sono piccola e sono fermamente convinta che gli animali siano superiori all'uomo, perchè in loro non esistono la cattiveria nè lo sfruttamento fini a se stessi, ma semplicemente l'istinto.
- Adoro leggere e imparare; di qualsiasi cosa si tratti, la conoscenza non è per me mai abbastanza approfondita. Per questo mi piace tantissimo viaggiare, soprattutto all'estero, per poter vedere e vivere in prima persona degli spaccati di vita a noi non comuni.
- Non sopporto la maleducazione ma soprattutto l'ignoranza travestita da pensiero conservatore e perbenista che non si schioda dalle proprie idee manco a cannonate (uuuuh vogliamo parlare di chi si mette a urlare per non farti parlare???!!!). Il non accettare le idee degli altri con astio e l'imposizione del proprio voler essere superiori sono atteggiamenti che non portano mai ad esiti positivi, soprattutto per chi si atteggia a padrone che, diciamocela tutta, fa sempre una gran brutta figura.
- Sono una svampita totale...non ricordo mai dove metto le cose nè se addirittura le ho messe via...insomma...io...che stavo dicendo?? :D

Dovrei passare il premio ad altri 10 blog...perdonatemi ma sono sempre stata una frana in questo genere di cose! Io lo passo a tutti, va'! Perchè in ogni blog c'è un po' del nostro stile ;)

04 febbraio 2011

Aperitivo?






Potrei avere una grossissima affinità con le donne incinte e le capisco. Perchè da che ho memoria io ho le voglie. Sono perenni, improvvise.
Ma a voi non capita mai??
Insomma, un momento ho voglia di torta al cioccolato e dopo un minuto di focaccia ai pomodorini...
Il fatto è che mi sveglio pensando al cibo e mi riaddormento pensando al cibo. E spesso sogno di cucinare, come l'altra notte che ho sognato di pasticciare con farina, burro e cacao con niente meno che Montersino...
La cosa più complicata e che faccio fatica a spiegare è che ci sono momenti in cui il mio "olfatto mentale" (perchè ormai lo chiamo così) mi investe con dei profumi che sono tutti nella mia testa, perchè, sta di fatto, che è difficile in un ufficio sentire odore di focaccia fresca ai pomodorini alle 10 del mattino o di pasta con cavolfiore e olive taggiasche alle 5 del pomeriggio...
E quando infatti penso ad un piatto strambo ricorro al mio olfatto mentale, col quale riesco a ricordare i profumi e i gusti delle cose e a capire se stanno bene insieme o no. 
Vi prego ditemi che anche per voi è così, o mi preoccupo...

Comunque, tutto è cominciato un pomeriggio su twitter quando mi ha assalito, così, senza alcun perchè, un'improvvisa voglia di lemon bars.
E allora gira che ti rigira per una buona ricetta, alla fine mi son detta: ma perchè non cambi? Insomma, di lemon bars è pieno il web (per carità sono divine!) ,ma sapete che a me piace fare le cose strambe... :P

Quindi, come al solito, ho sfogato il mio fiume di idee e punti interrogativi su quella santa donnina che è la mia collega Alessandra (Aleeeeee!? Stai leggendo? Sì, sei tu!) che, immancabilmente, si sorbisce quasi tutti i giorni i miei dilemmi culinari per 8 fermate della metropolitana, con tanto di passaggio dalla linea verde alla rossa.
P.S.: per Ale: scusa se ieri ti ho fatto andare a casa con una voglia matta di cioccolato... :)

P.P.S.: a proposito di aperitivi...vero che non vi perdete tutti i venerdì la rubrica Happy Hour della mia Gaietta? Guardate la chicca di oggi!


MOJITO BARS

Ingredienti per una teglia circa 20 x 20

Per la base:
375g di farina 00
190g di zucchero di canna
5g di lievito
160g di burro morbido a tocchetti
1 uovo
un pizzico di sale
menta (io ho usato 5 rametti belli floridi, era tutta quella che avevo, ma consiglio di metterne di più!)

Per la crema:
120g di succo di lime
la scorza di 4 lime
20g di maizena
200g di zucchero di canna
4 tuorli
90g di rum bianco (ma abbondate pure se vi va, sempre senza esagerare :P)
sciroppo di menta, un goccio (io non l'ho messo, mi sa di chimico, ma lo consiglio a chi piace!)

Premessa: Di solito per le lemon bars la crema si cuoce in forno sopra alla frolla cotta precedentemente. Ci ho provato e non viene tanto bene, il rum evapora troppo e non si sente più. Quindi ho rifatto il dolce cuocendo la crema a parte senza infornarla

- Tritare a lungo le foglie di menta pulite con lo zucchero di canna fino a ridurle sminuzzate.
- Mescolare insieme gli ingredienti secchi (farina, zucchero alla menta, lievito, sale) e cominciare ad aggiungere prima l'uovo, mescolando, poi il burro. 
- Amalgamare fino ad ottenere una palla, riporla in frigo per almeno 30 min.
- Con la frolla rivestire il fondo di una teglia quadrata di circa 20 x 20, facendo aderire la frolla bene sui bordi e gli angoli. Vi consiglio di usare la carta da forno piuttosto che imburrare lo stampo, il dolce si solleva molto meglio.
- Infornare a 180°C per circa 30 min, o fino a doratura.
- Preparare la crema. Montare bene i tuorli con lo zucchero di canna e la scorza di lime fino a farli gonfiare e schiarire. Aggiungere la maizena e montare brevemente per dissolverla in modo uniforme.
- Unire infine il succo di lime ed, eventualmente, lo sciroppo di menta.
- Mettere tutto in un pentolino con fiamma medio bassa. Appena prima che raggiunga il bollore, aggiungere il rum e mescolare bene. 
- Quando la crema si è addensata (ci mette davvero poco), versarla sul dolce distribuendola uniformemente e mettere in frigo.
- Consiglio di aspettare un po' prima di mangiare il dolce, così la crema permea un pochino nella frolla...

Con questa ricettina partecipo al contest di Cinzia, tutto profumosissimo sugli agrumi!


 

03 febbraio 2011

Resoconto - parte seconda!



Domenica scorsa, come alcuni di voi sapranno, sono stata ad Identità Golose.
Non avevo mai partecipato a questo evento che ormai si è rinnovato per la settima edizione con sempre maggiore successo.
A far da protagonisti, alcuni tra i nomi più illustri nell'ambito culinario, tra chef emergenti e non e produttori di alta qualità.
L'aspetto che mi ha maggiormente entusiasmato è stata la cooperazione tra Identità Golose, WineLove e Un Risotto per Milano, intrecciandosi tra di loro come a fornire un vero e proprio menu di presentazione ai visitatori.
Un Risotto per Milano è stata l'iniziativa che ho apprezzato maggiormente, sia per lo scopo per la quale è nata (ossia di distribuire risotti donando il ricavato al fondo della ricerca contro l'AIDS), sia per come ha visto nove chef intervistati da altrettanti foodbloggers italiani. 
Io ho visto (purtroppo :( ) solo due presentazioni, ovvero quella di Lydia di Tzatziki a Colazione con Daniel Canzian (Il Marchesino), che vedete qui sotto...





 




...e quello di Viviana Varese (Alice) intervistata da Sandra di Un Tocco di Zenzero e, credetemi, non ho mai sentito dei risotti profumare così!!!!









Ovviamente non sono mancati i momenti di pura golosità...guardate questo capolavoro di architettura di Gianluca Fusto: devo aggiungere altro?


 

Perdonate la confusione del post! ma oggi blogger fa quello che vuole lui... :((

Intanto posso approfittarne? :P
Sono aperte le votazioni per il contest di Labna "Mettere radici"...se vi va di votare i miei Cake Pops alla carota...basta un click! Graaaaaaazie!

01 febbraio 2011

Resoconto - parte prima!


Come al solito il mio bradipismo perenne si rispecchia anche nel blog.
Avvolta da questa pigrizia che proprio non vuole saperne di salutarmi, trascuro un po' il mio bloggerello bello, poverino.
Però ogni tanto rispunto, e intanto vado con il resoconto della serata che si è svolta martedì scorso presso la sede de La Cucina Italiana a Milano.

 



L'evento, organizzato da Calvé, ha visto come intrattenitrice quel vulcano che è Katia Follesa che, vestita da nutrizionista con un tubo di maionese come cerchietto per capelli, ci ha invitato a smitizzare l'utilizzo "accessorio" di questa salsa (che è la mia droga!).
Scopo della serata era, per l'appunto, invitare a considerare la maionese come un possibile ingrediente per la realizzazione di un piatto, e non soltanto per la decorazione a margine. 
Ecco che spuntano allora paste fredde, pesce, spiedini e perfino brownies, cantucci e crostate, il tutto realizzato con questa salsa che in fondo, a ben pensarci, non è altro che uovo, olio e limone.



Tutto quello che era proposto nel buffet è stato realizzato con l'utilizzo della maionese (macedonia a parte :P) e posso assicurarvi che è stata una piacevole sorpresa!


Ringrazio gli organizzatori della serata, in particolare Alessandra, che ci hanno dato modo di divertirci, di chiacchierare, nonchè far conoscenza tra noi blogger e giornalisti del food nel web.
Perdonatemi se non vi cito tutti, la mia memoria è penosissima! Oltre al purè preparato con la mia  Gaietta, ho potuto rivedere Anna, Babs e conoscere di persona Cris, Ely e tanti altri!
Spero di replicare presto! :)

A domani col resoconto di Identità Golose!!!
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