29 marzo 2011

Come sassolini


Ci sono giorni in cui proprio non hai voglia.
Giorni in cui te ne staresti a casa da sola, abbracciata alle tue cose, ai cuscini del tuo divano, a quel robot da cucina che tanto ami, a mangiare sul divano un piatto frugale ma confortante, guardando il cielo fuori dalla finestra. Solo perchè non hai voglia di fare altro.
Non hai voglia di svegliarti con l'ansia che quel giorno, con ogni probabilità, sarà di nuovo un pessimo giorno, e i cuscini del tuo letto ti chiamano come sirene, invitandoti a scivolare di nuovo nell'oblio del sonno.
Quei giorni pesano come macigni, sono lenti e ingombranti.


E poi ecco che arrivano le piccole cose, come dei sassolini che rotolano e rotolano: ci sono gli amorevoli twit di fanciulle che non ho mai visto ma a cui voglio comunque un gran bene; ci sono i baci e gli abbracci virtuali, perchè conforto e affetto non conoscono le barriere imposte dalla lontananza; ci sono i dolcini e i fiori di campo, che mai riceverò tra le mie mani ma che afferro col pensiero, ed è ancora meglio.

E c'è il ricordo di una domenica passata con due persone splendide, mentre fuori piove ed è mezzo buio, ma come si sta bene in casa con una tazza di tè fumante e i macarons appena sfornati!

I macigni fanno male al momento, ma ci puoi sempre girare intorno e lasciarli alle spalle.
I sassolini invece li puoi raccogliere e tenere sempre in tasca con te :)

Grazie :*   


Di sicuro avrete già visto da Genny i macarons che io, lei e Gaietta abbiamo fatto insieme domenica scorsa, ma li posto anche io perchè sono tanto carucci! Non trovate? ;)
I primi sono al caramello salato (goduria pura, tra i miei preferiti assolutamente!), quelli lilla invece sono stati farciti con una ganache al cioccolato bianco e fragola. Erano in formato un po' mignon, quindi era d'obbligo mangiarne il doppio! 
Ebbene sì, non siamo riuscite ad aspettare e li abbiamo mangiati subito :))

MACARONS AL CARAMELLO SALATO

Per i gusci vi rimando alla solita ricetta che uso sempre, con un pizzico di colore marrone.
 
Per il caramello, la ricetta è della Tuki.

MACARONS ALLA FRAGOLA

Per i gusci sempre la stessa :) ma abbiamo aggiunto un po' di colore lilla.
 
Per la ganache:
100g di cioccolato bianco
50ml di panna fresca
4 cucchiai di succo di fragola (noi abbiamo usato il centrifugato)
un pizzico di colorante rosso

- Spezzettare il cioccolato bianco e versatevi sopra la panna bollente.
- Mescolare bene, aggiungere poi la fragola e il colorante.
- Far addensare bene in frigo e poi montare con le fruste elettriche, facendo attenzione a non sovramontare la panna.



Colgo l'occasione per ringraziare m(e) Food che mi ha gentilmente assegnato un carinissimo premio!!!






Grazie grazie grazie! Lo rigiro a tutti quelli che mi vogliono bene sperando che siano tanti :D

24 marzo 2011

La vie en rose


Mia mamma mi ha sempre detto che appena nata sorridevo quando sentivo la sua voce pronunciare il mio nome. Probabilmente è un istinto che tutti i neonati hanno, ma ogni volta che mia mamma me lo racconta non posso fare a meno di pensare di essere sempre stata una persona felice; o forse ero semplicemente divertita per il fatto di aver avuto un parto, diciamo così, a suo modo bizzarro, visto che mi sono affacciata al mondo con la velocità di una saponetta oliata mentre mia mamma era in bagno...cucù!
Quando ero in prima elementare poi la maestra non sapeva più come farmi capire che non ero più all'asilo, che sui banchi bisogna studiare e non giocare con quel mini pony che continuava a fingere di tornare in cartella per poi ricomparire sul quaderno appena la maestra si girava. Ma io sorridevo, poteva forse arrabbiarsi lei?

Io rido (e pure della grossa...) mentre dormo; rido dal dentista perchè mi fa talmente tanta strizza che devono farmi due o tre anestesie di fila, e dai di euforia! Rido, sorrido e subito dopo piango e mi arrabbio, e poi rido ancora. Perchè così sono fatta io, sono volubile, lunatica, ma soprattutto sono felice.
Non posso certo affermare di aver avuto una vita sfarzosa, nuotando nei soldi e nel lusso. Ma sono cresciuta con tutto l'amore di due genitori fantastici, i migliori che avrei mai potuto desiderare, condividendo quel che avevo con una sorella che mi completava dove io mancavo, apprezzando quel che avevo alla luce di quel che non potevo avere. Posso felicemente affermare di aver trovato l'Amore, sì quello con la A maiuscola, quello che dà tutto e che tutto si prende. Per non parlare del rapporto speciale che giorno dopo giorno si rafforza con due delle donnine più speciali della mia vita, ossia Gaietta e la mia cara "cugins", che ormai sono per me come due sorelle.

Sono felice, dunque, di vivere una dolce, burrosa e fragolosa vie en rose tutta mia :)


CUPCAKES ALLA MARMELLATA DI FRAGOLE E BUTTECREAM ALLA ROSA


Ingredienti per 12 cupcakes (o 8 nei pirottini come quelli in foto)

Per i cupcakes:
112 g di farina
112 g di zucchero
90g di burro morbido a tocchetti
mezza bustina di lievito per dolci
2 uova a temperatura ambiente
gocce di marmellata
estratto di vaniglia (qualche goccia) o i semi di una bacca

Per la buttercream:
165 g di zucchero a velo non vanigliato

75g di burro a tocchetti
2 cucchiai di latte
colorante alimentare rosso
sciroppo alla rosa


- Impastare insieme la farina setacciata, lo zucchero, il lievito e il burro.
- Aggiungere le uova una alla volta e continuare a mescolare fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Unire la vaniglia.
- In ultimo aggiungere le gocce di marmellata, mescolando delicatamente per uniformare.
- Versare nella teglia per muffin negli appositi pirottini, ricoprendoli per circa 3/4 della capacità.
- Cuocere a 175°C per circa 15 minuti.
- Preparare la buttercream montando bene il burro e aggiungendo, poco alla volta, lo zucchero alternato al latte e allo sciroppo di rosa. Quando la consistenza è perfetta aggiungere il colorante e montare per uniformare.
- Prima di procedere alla decorazione, lasciar raffreddare completamente i cupcakes.

TIP: Volete ottenere l'effetto rosellina sul cupcake? Usate una punta a stella ben grande e cominciate a fare lo swirl partendo dal centro invece che dall'esterno :)




Con questa ricetta partecipo (finalmente!!!) al contest di Jul's "Se tu fossi una ricetta" in collaborazione con Macchine Alimentari. Dai che scade il 10 aprile! Affrettatevi!!! :)




Ovviamente l'unico pezzo con poche gocce di marmellata lo dovevo beccare... :D

22 marzo 2011

Una fine insolita per l'agar agar



Sì, ok. Questa non posso classificarla proprio tra le ricette.
E' stato più che altro un esperimento, ben riuscito, per fortuna :)
Vi è mai capitato di vagare per il reparto dei prodotti dolciari e vedere quelle gocce di marmellata da usare negli impasti per torte e muffin? Ecco, non so perchè, ma io sono sempre stata restia a certi tipi di preparati. Però, oltre al fatto che io adoro la marmellata, l'idea di mordere un dolcino incontrando qua e là un assaggino di marmellata alla fragola proprio non mi abbandonava.
In più avevo questo campanellino del contest di Kia sull'agar agar che mi tintinnava...di certo era un buon motivo per usare quel barattolino di alghetta disidratata che giaceva soletto in dispensa.
E allora ho fatto ste santissime goccine! Sono di una banalità incredibile, non si sfaldano nell'impasto e rimangono tenere al morso.
E il dolcino dov'è (direte voi)?? Pazientate un paio di giorni, e vedrete ;)

Qualche consiglio sulla conservazione: una volta ottenuti i cubetti, io li avvolti nello zucchero (come dimostrano le foto). Non fatelo perchè lo zucchero si scioglie inevitabilmente :( Vi consiglio (come poi ho appurato) di mantenere i cubetti così come sono, in frigo in un contenitore tipo tupperware. L'ambiente fresco è fondamentale, così l'agar agar non si scioglie e i cubetti mantengono la loro forma, senza appiccicarsi tra di loro.


GOCCE DI MARMELLATA


Ingredienti (pochi pochi :P)

500g di marmellata, quella che preferite
un cucchiaino raso di agar agar

- Passare al colino la marmellata in modo da avere solo la parte gelatinosa, senza i pezzi di frutta.
- Scaldarla in un pentolino, quando comincia a bollire, unire l'agar agar, mescolare bene con una frusta e far bollire qualche minuto.
- Versare velocemente in una terrina (preferibilmente di forma rettangolare o quadrata, meglio se non antiaderente, perfetti i tupperware) per uno spessore di circa mezzo cm.
- Mettere in frigo. Una volta solido, con un coltello a lama liscia tagliare i cubetti, et voilà! 


20 marzo 2011

E i buoni propositi


Proposito numero uno: rifare al più presto questo crumble.
Moltissimi storcono il naso alla sola idea di dover mangiare cavoli, verze e affini, ma vi posso garantire che con questa ricetta qualsiasi avversione verrebbe superata.
Perchè ci sono la feta, i pinoli e le olive nere. Perchè il crumble sa di burro e in forno rilascia quel suo profumo che avvolge tutto il ripieno nascosto.
Perchè è verde, e il verde è il mio colore preferito da sempre, il colore delle foglie vive, dell'erba, della natura. Della tranquillità e della purezza.
Perchè è stato preparato con tanto, tantissimo amore, come sempre dovrebbe essere in cucina.
E, vi giuro, la prima parola a cui ho pensato mentre assaporavo il primo boccone è stata "paradisiaco", quindi proprio non ci sono scuse.


Proposito numero due (e ora sprizzo un po' di amore per il web): questo crumble è stato preparato giusto ieri con la mia dolce cocchina Gaietta (posso assicurarvi di essermi ampliamente applicata nella fase assaggio...), un bel post a 4 mani per partecipare al contest  tutto in verde della Cuochina Sopraffina in onore della festività di San Patrizio.



Abbiamo speso due intere giornate insieme a spignattare, parlottare e a tirare fuori buffi ricordi di questi 15 anni passati insieme, tra buttercream che non vogliono montare e foto scattate in precario equilibrio su appoggi traballanti (cocchina sei una grande!!!!). In cosa consiste dunque questo buon proposito???
Semplice: mi impegno solennemente a passare altre stupende giornate come queste, quando, anche se fuori imperversa una tempesta di grandine con lampi e tuoni, non si fa fatica a morire dalle risate; quando chi se ne frega se qualcosa va storto, tanto c'è la mia cocchina ad appoggiarmi; quando è bello lo stesso ibernarsi in balcone, solo per il gusto di scattare le foto alla luce del giorno a quei cupcakes che proprio hanno i minuti contati da tanto sono belli. Quando c'è la tua migliore amica, e tanto basta.
 


CRUMBLE DI BROCCOLO ROMANO, FETA, PINOLI E OLIVE NERE


La ricetta è molto semplice, cliccate qui per la pagina di Gaietta!!!!


Ingredienti per 4 persone

Per il ripieno
1/2 broccolo romano
10 olive nere (possibilmente taggiasche)
3 spicchi di aglio
2 cucchiai di olio evo
sale q.b.
peperoncino (facoltativo) q.b.
120 gr feta
20 g pinoli
burro e pangrattato per le terrine

Per il crumble
100 g farina 00
50 g burro (noi abbiamo usato il burro 1889 delle Fattorie Fiandino)
acqua freddissima q.b.
timo fresco qualche rametto

-Per prima cosa mondate il broccolo e tagliate le cimette; mettetele a cuocere in una pentola con abbondante acqua fredda e portate a bollore; dal momento del bollore calcolate 10 minuti; scolate sotto acqua fredda e colate molto bene;
-In una padella antiaderente scaldate l’olio con l’aglio (io ho lasciato interi gli spicchi così da poterli togliere, a piacere tritatelo); unitevi le cimette del broccolo tagliato grossolanamente e le olive (denocciolate) anch’esse tritate grossolanamente; fate rosolare il tutto per circa 10 minuti a fuoco vivace; regolate di sale (pepe o peperoncino a piacere); una volta che il broccolo è tenero, spegnete e tenete da parte.
-Accendete il forno a 200° statico.
-Preparate il crumble riunendo nel mixer la farina, le foglioline di timo fresco, il burro freddo a tocchetti e azionate; aggiungete pochissima acqua fredda alla volta fino a ottenere un composto sbricioloso; fermate il mixer e tenete il composto così granuloso;
-Imburrate leggermente gli stampi, versate il pangrattato e fatelo ben aderire, eliminate il superfluo;
-Versate uno strato di broccolo con le olive (eliminate l’aglio se non è di vostro gusto); sbriciolate la feta sul composto e poi sopra sbriciolate anche il composto del crumble distribuendolo per bene su tutta la superficie; finite con i pinoli e a piacere qualche fiocchetto di burro;
-Infornate in forno caldo per 25 minuti; se volete un effetto più “abbrustolito” per gli ultimi 2-3 minuti usate il grill del forno facendo bene attenzione a che non bruci tutto!

15 marzo 2011

E i dubbi amletici


Dolce o salato?
Nonostante le apparenze, a livello di gusti personali io sono decisamente più per il salato.
Trovo che i dolci siano decisamente più estetici e artistici, ma dopo un po' lo zucchero mi satura.
Ma mettetemi davanti una teglia di focaccia al rosmarino e potrei finirla tutta (e pure nel giro di poco tempo!).
Ahimè, sfortuna vuole che la mia passione per il salato si riversi su tutte quelle preparazioni belle lievitate che fanno tanto profumo in forno e tanto male al mio giro vita, proprio come questo pane, che va benissimo sia per una dolce colazione che per uno spuntino salato, e tanti saluti ai dubbi amletici.
 
Ma insomma! Potevo forse accontentarmi di essere una golosa insaziabile di sana pasta? Ma non sia mai. Io la pasta la mangio, se va bene, una volta al mese, giusto perchè io vado matta per lasagne, timballi filanti e pasta al forno (sempre cosucce leggere eh).
No, io devo rincorrere la gola, voglio sentire sprofondare dita e denti in un trancio di pizza appena sfornato e gioire mentre dico addio a tutte le papille della lingua e alla pelle del palato a contatto con il pomodoro a temperatura pressochè lavica. Voglio affondare nel panetto di burro il coltello (mi spiace per voi, ma l'arricciaburro a casa mia è bandito: arriccia troppo poco burro!) e spalmare avanti e indietro sul pane manco fossi un muratore alle prese con malta e cazzuola.
Voglio...voglio...ogni tanto vorrei essere meno golosa, ma non ce la faccio.

E in ogni caso, sono contenta di non riuscirci.


PANE ALLA CAROTA E PISTACCHI

Ingredienti per 4 pagnotte


350g farina Manitoba
195g farina 00
280g circa di acqua tiepida
1 panetto di lievito di birra (o una bustina di lievito di birra secco)
100g carote
70g pistacchi (peso sgusciato)
2 cucchiai di olio
1 cucchiaino di malto
10g sale fino

- Tritare i pistacchi fino ad ottenere una pasta morbida ma ancora un po' granulosa. Grattugiare le carote (io le ho tritate con la lama julienne del mixer).
- Sciogliere il lievito nell'acqua e lasciar riposare qualche minuto.
- Intanto, mescolare insieme le farine, il sale e le carote grattugiate .
- Formare la fontana nel mezzo e versare il lievito+acqua. Impastare a velocità bassa.
- Montare il gancio, e aggiungere i pistacchi tritati, poi il malto e infine l'olio, facendo assorbire bene man mano gli ingredienti.
- Lasciare impastare per una decina di minuti.
- In caso, regolatevi aggiungendo un pochino di farina o di acqua tiepida, sempre poco alla volta; il risultato finale deve essere un impasto morbido ed elastico, che si stacca bene dalle pareti della planetaria (o della ciotola).
- Coprire il recipiente con un canovaccio e far lievitare al riparo da freddo e correnti d'aria per un'oretta.
- Infarinare la spianatoia; dividere l'impasto in 4 e stendere con il mattarello ciascuna pagnotta, ottenendo una striscia di circa 10 x 20 cm e riavvolgendola su se stessa come una chioccola. Il risvolto deve restare sotto la pagnotta, altrimenti si solleva in cottura.
- Cuocere in forno caldo a 200/220°C per un'ora nel ripiano più basso del forno, o fino a che le pagnotte non sono belle colorate e asciutte all'interno.


Con questa ricetta partecipo al contest Millericette di Impastare.it, realizzato in collaborazione con Molini Pivetti.
Ho utilizzato le farine che mi hanno inviato come campione, nell specifico la Manitoba e la Milleusi, che è davvero fantastica e impalpabile!



11 marzo 2011

Una gita ai tropici


Vi ho già parlato delle mie voglie improvvise e pure del martelletto che mi picchia in testa ogni volta che decido di voler fare quella cosa e quella soltanto.
E così è stato anche per la tarte tatin.
Una vera scoperta, perchè, nonostante l'avessi vista in lungo e in largo, in mille golosissime varianti, non mi ci ero mai applicata prima, nè l'avevo mai assaggiata!
La curiosità quindi è stata troppo forte quando ho visto la tatin ai kiwi di Tery, con quel tocco di cioccolato che la rendeva così speciale nella sua semplicità.
La tatin doveva dunque farsi un giro anche dalle mie parti, giusto il tempo di un salutino e di un'abbronzatura in forno.
 
Il caso vuole che io abbia una collega Brasiliana (Brasiiiillll parappappappaparappaaaaaaaa su su ballate un po' con me, belle gioie!) che qualche giorno prima aveva fatto il compleanno...
Devo ammettere che da quando l'ho conosciuta ho scoperto molti lati affascinanti della cucina brasiliana, che per certi aspetti si allontana molto dalla nostra, per altri mantiene quelle influenze europee trasmesse dall'epoca delle grandi colonizzazioni.
In tutto questo, la tatin che caspita c'entra? Niente.
Ma per una volta volevo volare anche io un po' in Brasile, visto che per ora le tasche mi tengono ancorata a questo continente :(
E se la mia fantasia di certo non mi impedisce di prendere un aereo immaginario verso i tropici, io le do una mano con un assaggio dei profumi di quella terra, mischiando cocco, ananas e cannella.
 
Come fly with me, let's fly, let's fly away...chi viene con me?? :)






TARTE TATIN ANANAS E CANNELLA SU BRISE' AL COCCO


Ingredienti

Per la pasta brisè:
200g di farina 00
100g di burro freddo a tocchetti
due cucchiai belli abbondanti di cocco disidratato in scaglie
due cucchiai di zucchero (facoltativo, la brisè di solito non si zucchera, ma io volevo dare una "spinta" al gusto del cocco)
un po' di acqua fredda (circa 30ml, ma è meglio versarla poco a poco a seconda dell'assorbenza della vostra farina)
un pizzico di sale

Per la frutta:
mezzo ananas (se è bello dolce e maturo è meglio)
80g di zucchero + extra per il fondo della torta
50g di burro + extra per il fondo della torta
cannella

- Pulire a vivo l'ananas prima di tagliarlo. Affettare poi delle fettine sottili, spesse circa 3 mm.
- Accendere il forno a 190°C.
- Preparare la brisè: mescolare tutti gli ingredienti secchi e aggiungere il burro; lavorare velocemente aggiungendo poco a poco l'acqua per avere un impasto simile alla pasta frolla, morbido ma elastico.
- Stirarla in uno spessore di circa mezzo cm avendo cura di formare un cerchio che superi la circonferenza dello stampo di almeno un cm. Questo serve a "rimboccare" poi il bordo della tatin sopra la frutta.
- Ungere la teglia con un pezzetto di burro e spolverarci sopra un po' di zucchero, soprattutto sui bordi. Sconsiglio caldamente l'uso di uno stampo a cerniera, il caramello esce, e che pasticcio!
- Preparare il caramello in un pentolino scaldando lo zucchero, il burro e la cannella. Quando assume una consistenza poco più densa del liquido, versarlo sul fondo della teglia.
- Appoggiare subito le fette di ananas partendo dal centro verso l'esterno, sormontandole un pochino ad ogni giro. Attenzione a non toccare il caramello o vi scotterete!
- Coprite con la brisè, bucherellatela bene e cuocete per almeno mezz'ora, o fino a doratura, nella parte medio-alta del forno.
- Una volta sfornata, giratela immediatamente su un piatto. Quest'operazione va fatta subito perchè in caramello rapprende in fretta.

E infine vorrei ringraziare tantissimo Paola per avermi regalato un dolcissimo premio!


Io sono una frana nello scegliere altri blog perchè me ne piacciono molti più di 10...non sarei proprio in grado di fare una classifica!!! Quindi questo premio è per tutti quelli che passarenno da me :D
Sentitevi liberi di prelevarlo!
Buon weekend a tutti :*


08 marzo 2011

Il viaggio in metro più bello di sempre


E' un venerdì sera, ultimo giorno lavorativo della settimana e già sono pronta a staccare il cervello. 
E' così tanta la voglia di tornare a casa che sono disposta perfino a correre per non perdere il treno della metropolitana, e non importa se di lì a 2 minuti ne passa un altro. Quel treno è il mio!
Peccato che davanti a me si pari un giovanotto ben robusto che arranca con quello che sembra un trolley di dimensioni sottosviluppate ma dal carico ipersfruttato. Magari è un trasportatore illecito di lastre di pavé sottratte in piazza Duomo.
Nonostante io abbia rischiato di capitombolare lungo le scale per cercare di evitarlo con uno stile tutto mio tra Maradona in pieno dribbling e Alberto Tomba in inarrestabile discesa,  non riesco comunque a sorpassarlo. E' largo il doppio di me e alto una spanna di più, senza contare il trolley, quello delle lastre di pavé.
Finisco le scale ma lui è ancora lì, io corro e lui si trascina ma non so come andiamo comunque alla stessa velocità, lui sempre parato davanti, io sempre scalpitante di dietro.
La mia collega Alessandra è più furba di me e devia verso un'altra porta, ma io ho le chiappe pesanti e so già che se mi allontano perdo il treno, e non sia mai! 
Alla fine riesco ad entrare dopo essermi praticamente arrampicata sulle spalle del fusto, ma giusto per fargli capire che anche io vorrei salire sul treno, se si degna di muoversi...
Un attimo dopo le porte si chiudono, recupero Alessandra che ha un'aria decisamente più tonica della mia e attiro, tra uno sgrunt e un growle, la sua attenzione sul giovanotto che, bello bello, si piazza davanti alla porta mangiando serafico un sacchetto di patatine, il cui contenuto si riversa per il 20% in bocca, per l'80% sul trolley.
Decidiamo che, in fondo, non è proprio la cosa peggiore che si possa vedere girando per la metropolitana tutti i giorni, fino a quando non parte la base di Billie Jean pompata a manetta, ad un volume decisamente troppo alto per essere la suoneria di un cellulare.
Sentire quel pop e girarsi verso il bellimbusto è stata una sola cosa: il trolley in realtà è un amplificatore (al gusto di patatina fritta).
Ed ecco che parte: il fusto si piazza convinto davanti alla porta con un microfono, fissando la nera galleria che collega S. Agostino a S. Ambrogio, mentre Alessandra scoppia in un "Ma ha il microfono! Oddio che fa? Canta?????"
Inevitabile aspettarselo:
"Sci uas mor laic a biuti quin from a muvi sin..."
E lì, vergogna profonda vergogna, non ce l'abbiamo fatta, ma proprio no, neanche a volerlo.
Mentre il fusto imita a modo suo le mosse di Michael Jackson e balla attaccato ai pali della carrozza come Tarzan che si regge alla liana, io e Alessandra abbiamo raggiunto ormai una tonalità di pelle più simile alla barbabietola e non possiamo nemmeno guardarci in faccia, perchè più ci guardiamo, più ridiamo. 
La signora seduta davanti a noi poi sembra quasi non respirare...
Arrivati alla fermata S. Ambrogio, il giovanotto tenta di coinvolgere tutti i passeggeri come un animatore turistico "cantate tutti insieme, anche i peruviani!", perchè è evidente che lo sguardo con occhi sbarrati corredato da bocca spalancata della signora peruviana deve averlo colpito.
E alla fine della canzone, come a chiusura di un gran concerto, si giunge ai saluti "ora vado a Roma dalla mamma, ma tra un mese sarò di nuovo qui e sarò in gran forma!".
Che dire, in metro non ci si annoia mai!


CROSTATA AL CACAO CON CREMA AL CIOCCOLATO E FRUTTI DI BOSCO



Ingredienti

Per la frolla:
180g di farina
20g di cacao amaro in polvere
90g di burro morbido
90g di zucchero
1 uovo
un pizzico di sale

Per la crema (la base è la crema pasticcera di Felder, con l'aggiunta di cioccolato fuso):
500ml di latte
120g di zucchero (60g+60g)
65g di maizena
2 uova
una bacca di vaniglia
150g di cioccolato fondente

Per la finitura:
125g di more
125g di mirtilli
250g di lamponi

- Preparare la base mescolando farina, zucchero, cacao, sale e aggiungendo il burro a tocchetti. Aggiungere poi l'uovo e amalgamare bene. 
- Mettere in frigo per almeno mezz'ora.
- Stendere la frolla nella tortiera, bucare il fondo con una forchetta, coprire con carta da forno e con i pesi (di ceramica o legumi secchi) e cuocere a 180°C per circa mezz'ora.
- Preparare la crema: scaldare il latte con metà dello zucchero, i semi e la bacca di vaniglia. 
- Intanto montare le uova con il restante zucchero e la maizena fino ad ottenere una crema gonfia e spumosa.
- Quando il latte bolle, aggiungere la crema di uovo e mescolare, tenendo la fiamma bassa, fino a quando non si addensa; ci vorrà davvero poco.
- Versare in un recipiente e coprire con la pellicola senza pvc in modo ben aderente alla superficie, per evitare che si ispessisca.
- Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e versarlo sulla crema, mescolando velocemente. Per ottenere una crema uniforme e liscia, consiglio una bella passata con il frullatore ad immersione :)
- Versare la crema sulla crostata e guarnire con i frutti di bosco lavati e asciugati delicatamente.

04 marzo 2011

L'ho fatto di venerdì


Sì, ho trasgredito. 
Ho ceduto alla tentazione, non sono andata al lavoro venerdì. Ero a casa in dolce compagnia, e allora l'ho fatto!
Ma che avete capito??
Parlavo del brunch :)
Non amo gli appuntamenti fissi in generale perchè sono una persona volubile, dalle voglie improvvise. Nonostante a volte mi piaccia seguire certi rituali (come quello del mercoledì sera della pizza mangiata svaccata sul divano col mio amore guardando un bel film), penso che sia bello stravolgere i piccoli canoni, giusto per il gusto di farlo, perchè così un appuntamento abituale guadagna quel "che" in più.
Capirai, direte voi, ma io sono fatta così :D

Sta di fatto che venerdì scorso ero a casa con la febbre :( ma in casa avevo una dolce ospite, la mia adorata cuginetta Eli. La voglia di cucinare però non si schioda nemmeno a forza e così ho deciso, tra una foto, una spettegolata e tante risate, di anticipare il brunch della domenica al venerdì, mettendo un po' di sale nei pancakes :)

L'idea dei pancakes con la ricotta l'avevo già vista da Tuki (una donna, un mito) e poco tempo fa mi era stata suggerita anche da lei; io ero dotata in frigo solo della ricotta di bufala, decisamente più saporita di quella vaccina, et voilà! Con l'aggiunta di un po' di pesto nella pastella, ecco i pancakes salati!


PANCAKE SALATI CON RICOTTA DI BUFALA E PESTO


Ingredienti per circa 10 pancakes

200g di farina 00
200g di ricotta di bufala
260g di latte
2 albumi
un cucchiaino di lievito per preparati salati (non il lievito di birra secco, ma quello bianco)
6 cucchiai abbondanti di pesto (ma va a gusti)
pomodorini

(non ho messo sale perchè il pesto e la ricotta sono già saporiti di loro)

- In un'ampia ciotola, setacciare la farina con il lievito. A parte, passare al setaccio anche la ricotta per renderla più morbida.
- Versare il latte mano a mano nella farina e mescolare bene, unire anche il pesto e la ricotta.
- Unire poi gli albumi: io li ho aggiunti senza montarli, ma se li montate a neve il pancake risulterà ancora più "spumoso". 
- Scaldare bene una pentola e versare un mestolo alla volta di pastella. Non c'è bisogno di ungere la pentola perchè il pesto contiene già olio, i pancakes non si attaccheranno.
- Cuocere pochi minuti per lato e servire con i pomodorini freschi.


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