26 aprile 2011

Prometto solennemente di fare la brava


Sono proprio una gran furbona.
Ho avuto la splendida, geniale idea di mettermi a dieta il lunedì prima di Pasqua. Ok, direte voi, una settimana depurativa prima dell'abuffata ci starebbe anche bene. In teoria non era previsto che mi abbuffassi, mi ero ripromessa di fare la brava, di resistere ai vassoi pieni di ogni ben di dio che mi avrebbero tentato fluttuando magicamente sotto al mio naso. E dovevo anche rinunciare agli affettati, concedermi solo una mini fetta di torta pasqualina (senza l'uovo sodo, ovviamente), un assaggino  ossuto di agnello arrosto e un'ostia di colomba. Giusto per festeggiare con gli altri. 
E il cioccolato? Naturalmente non lo contemplavo affatto, meno ci pensavo, meglio era.

Certo.
Come no.

Si dice che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, ma qui ci sono passati di mezzo tutti gli oceani, con tanto di navi cargo farcite. E buttiamoci dentro pure le calotte polari.
Di certo non ha giovato quella vasca olimpionica di insalata russa piazzata sotto al mio naso, e chi mi conosce sa che io sto alla maionese quanto l'orso al miele.
La fettina magra di torta pasqualina si è magicamente trasformata (ops) in una porzione da piatto unico, l'agnello era talmente buono e tenero che quasi me ne sarei infilata qualche pezzo in tasca pur di mangiarlo anche a merenda e la colomba...beh, non era proprio un'ostia, mettiamola così.

Cosa dite? Il cioccolato?
Sorvoliamo, per favore...


Ma io non riesco a stare lontana dai fornelli e dalla mia dispensa trabocca-chincaglierie-per-dolci, quindi vi eviterò le bistecche ai ferri e il merluzzino al vapore, ma prometto solennemente di fare la brava :) 

BOCCONCINI DI ALBICOCCA, FIORI D'ARANCIO E COCCO

Un dolcino che più che un dolcino è uno sfizio dell'ultimo secondo, veloce da preparare e pure da mangiare :),  uno di quei bocconcini che ti salvano con le visite inaspettate!

Ingredienti per circa 20 albicocche

20 albicocche disidratate
100g di ricotta fresca vaccina

un cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
cocco in scaglie
un cucchiaino di zucchero

- Con un coltellino a lama liscia e sottile, incidere le albicocche in modo da formare delle "tasche".
- Mescolare insieme ricotta, zucchero e acqua ai fiori d'arancio, versare in un sac à poche o in una siringa e farcire le albicocche.
- Aggiungere il tocco finale del cocco, et voilà!

22 aprile 2011

Amo la mia Terra


Rispetto il dio Vento, rispetto il dio Mare.
Venero la dea dell'abbondanza e temo la carestia.
E i baci del dio Sole sono seducenti tanto quando le sottili carezze della Luna.
Tra le foglie, i ruscelli, i campi in fiore si nasconde un'armonia silenziosa. Al di là dei rumori della città, del traffico, dei telefonini, tendiamo l'orecchio e ascoltiamo la Natura.
 

Perchè ogni volta che tocco i petali di un fiore, non posso fare a meno di ringraziare per questo regalo prezioso. 
Perchè, ogni volta, accarezzare il mio cagnolino arruffato e incrociare il suo sguardo mi fa pensare che sia la cosa più bella del mondo.
Perché, ogni volta che mordo una fragola, ritorno bambina, quando le fragole crescevano in giardino e io pensavo che nascondessero le fatine.



Oggi è la giornata della Terra, la nostra Terra.
Amiamola in tutta la sua perfezione, in tutta la sua maestosità. Perché ha uno spirito, un cuore che batte, in tutti noi come nelle piante e nelle rocce.
E soprattutto perché è una, e una soltanto.

E non si torna indietro.


PIE CON FRAGOLE, RABARBARO E PANNA ALLA SALVIA

Ingredienti per una teglia 15 x 22 circa (per uno stampo tondo classico, raddoppiare le dosi

Per la frolla:
200g di farina 00
100g di zucchero
90g di burro morbido a tocchetti
1 uovo intero
la scorza di un limone

Per  il ripieno:
100g di fragole
3 gambi di rabarbaro
100g di zucchero
un cucchiaino di maizena

Per la panna:
100ml di panna fresca
un cucchiaio di zucchero a velo
qualche foglia di salvia

- Preparare la frolla mescolando farina, zucchero e limone e aggiungendo il burro a tocchetti. Mescolare facendo “sabbiare” il burro. 
-Aggiungere l’uovo e continuare a mescolare fino ad ottenere una palla compatta e uniforme. 
-Far raffreddare almeno 30 minuti in frigo.
- Intanto preparare il ripieno con le fragole a pezzetti e il rabarbaro tagliato a tocchetti di circa 1 cm. Mescolare tutto con lo zucchero e la maizena.
- Stendere poi la frolla dello spessore di 5 mm circa e foderare lo stampo imburrato e infarinato (se è uno stampo in ceramica non ce n’è bisogno). Bucherellare il fondo con una forchetta.
-Versare il ripieno (non versate il succo però, ma è buonissimo da bere :D) e coprire con le strisce. Rimettere in frigo per un’oretta.
- Cuocere a 180° per circa 40 minuti ad altezza medio bassa.
- Mentre la torta è in forno, scaldare la panna con la salvia. Far raffreddare completamente, filtrare e poi montare con lo zucchero a velo.
- Si può servire sia calda che fredda :)


Ci sentiamo dopo Pasqua, auguri!!!!






19 aprile 2011

Una torta da Guinness


Se c'è davvero una cosa che mi piace, è fare le torte di compleanno. 
Ormai in ufficio sono la somministratrice ufficiale di zuccheri, e devo dire che come titolo mi calza a pennello. Anzi, ne sono fiera :)
Fatto sta che, la scorsa settimana, una delle mie colleghe (sì, quella che si sorbisce le mie elucubrazioni mentali sul tema cucina e, sì, la stessa che ha avuto il piacere - ma che dico! - l'onore di assistere allo spettacolo di Micheal Jackson redivivo) ha compiuto gli anni (tanti auguri a teeeeeeee)...

Qualche mese fa, vagando insieme a me per i meandri dei food blog, c'eravamo imbattute in questa favolosa torta del Cavoletto, realizzata su una ricetta di Gary Rhodes.
Questo capolavoro di pura goduria è composta da una base soffice e umida, quasi tartufata e tendente all'amarognolo, grazie alla presenza del cacao che rafforza il gusto della Guinness. In contrasto, il top di cream cheese, che con la sua delicata dolcezza e cremosità rievoca la schiuma della birra e conferisce un perfetto equilibrio nella dolcezza del dolce.
Il risultato? Una voglia matta di fare il bis :)



GUINNESS CHOCOLATE CAKE

Questa torta si fa in tre parti, quindi munitevi di tre ciotole capienti! Vi divido gli ingredienti per gruppi.

Ingredienti per uno stampo a cerniera (la mia da 24cm)

Per la base:

400ml di birra Guinness
100g di cacao amaro in polvere

350g di zucchero di canna
225g di burro morbido
4 uova

225g di farina
2 cucchiaini di bicarbonato
mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Per il top
400g di formaggio cremoso (tipo Philadelphia)
250g di zucchero a velo
2 cucchiai di Whiskey (io non l'ho messo)

- Montare il burro con lo zucchero. Quando sarà morbido e spumoso, aggiungere le uova, una alla volta.
- Setacciare farina, bicarbonato e lievito. A parte versare la birra sul cacao e mescolare bene per eliminare eventuali grumi.
- Quando tutte le uova saranno incorporate al composto burro+zucchero, unire, alternandoli, la farina e il liquido cacao+guinness.
- Foderare lo stampo ungendo le pareti con un po' di burro e facendo aderire la carta da forno (un disco per il fondo e una lunga striscia per il bordo).
- Cuocere a 180°C per un'ora, facendo la prova stecchino.
- Preparare il top, montando il formaggio insieme allo zucchero, aggiunto poco per volta, e al whiskey.
- Spalmarlo sulla torta fredda e lasciar riposare un'ora in frigo prima di servire.



Foto urende...abbiate pazienza :D

PS: comunicazione di servizio! Sono certa che l'abbiate già fatto, ma volevo comunque invitarvi a sfogliare il nuovo numero tutto primaverile di G2Kitchen...
E...ci sono anche io!!! :D Me onoratissima, nonchè felicissima, nonchè emozionatissima! *.* Grazie editors ;)
E date un occhio alla simpatica iniziativa organizzata per coinvolgere tutti in questo magazine da favola! Pubblicate i vostri musetti, le vostre padelle, i vostri mattarelli! Insomma, fate le facce da G2Kitchen! ;)

15 aprile 2011

Profumo di menta


Io amo le erbe aromatiche, e questo si sa :)
Quello che amo di loro è la loro capacità di dare carattere a un piatto, quel qualcosa in più di cui altrimenti sentiresti la mancanza, quel quid senza il quale diresti "sì, buono, ma...".
E per me il pesto è il top, la massima espressione di aromaticità, puro profumo esaltato in pochi ingredienti. Ed è versatile, puoi giocare con le erbe aromatiche e con gli ingredienti da combinare insieme.
Qualche settimana fa è partito il contest sulle erbe aromatiche organizzato dalla Pippi in collaborazione con molti altri food blogger e con Cucinando, (vi invito a visitare il loro shop online di favolosi articoli casalinghi...insomma uno dei paradisi dei food blogger :D)
Ovviamente il mio campanellino è scattato subito sul pesto, ma invece di basilico e pinoli ho usato la mia novellina menta insieme alle mandorle e alla ricotta. Il tutto in un tortino salato che rinfresca gli ultimi carciofi di stagione (quelle macchie verdi lì nella foto vi sembravano zola, vero??? ;P). 

Ho usato un po' troppa pasta sfoglia e si vede :D ma ora vi aggiusto le dosi!





TORTA SALATA CON CARCIOFI ROMANI E PESTO DI MENTA E MANDORLE


Ingredienti per un tortino:

1 confezione di pasta sfoglia
4 carciofi
2 uova
200 ml di panna acida (da sostituire a piacere con panna normale o latte)
100g di ricotta fresca
un bel mazzetto di menta fresca
una manciata di mandorle (se sono in già granella va bene)
olio
sale
pepe
un po' di latte x spennellare

Semplicissimo:
- Pulire i carciofi e cuocerli a vapore per 10 minuti circa, giusto per intenerirli.
- Preparare il pesto con le foglie della menta, lavate e asciugate, le mandorle e un goccio di olio. Unite la ricotta e mescolate bene.
- Stendere la pasta sfoglia e bucherellare il fondo.
- Mescolare la panna, l'uovo, il sale e il pepe e versare sul fondo del tortino.
- Disporre anche i carciofi e, qua e là, il pesto di menta e ricotta.
- Spolverare con granella di mandorle e spennellare i bordi della pasta con del latte.
- Infornare a 200°C per 20 minuti circa.


Questa era la mia ricettina del contest, semplice semplice :)
C'è tempo ancora un mesetto, partecipate perchè ne vale la pena!!!




PS: ma ve lo ricordate il Micheal Jackson della metropolitana??
Guardate un po' qua cosa abbiamo scovato...che mito!!!!!!

Buon weekend a tutti!

12 aprile 2011

Mi faccio la treccia


Al giorno d'oggi, le trecce sono fortemente inflazionate.
A meno che non abbiate seriamente intenzione di somigliare a una troppo cresciuta Pippi calzelunghe o ad una regredita Paris Hilton, farsi le trecce sembra sempre fuori luogo.
Le trecce sono belle, sono eleganti, ma mi ricordano troppo l'infanzia o le squaw...
Parliamone: già mi sono scontrata con troppi maniaci che allungano le mani, tra cui uno talmente attratto dalle mie ginocchia (???!!!) da mostrare il suo gradimento attaccandocisi come una ventosa per poi tornare a... hem... ravanarselo della grossa (eh quando ci vuole, ci vuole). Per non parlare di certi feticisti dei piedi che invitano a togliere le scarpe nel bel mezzo della metropolitana (preferibilmente sulle scale). 
A completare la collezione delle assurdità mi ci manca giusto che un raffazzonato professor Humbert mi immagini come la sua ritrovata Lolita.
No, grazie. Per ora niente trecce, decisamente non mi donano. Per lo meno nei capelli!!!

Di recente ho comprato questo libro su Amazon, non ho potuto aspettare troppo per sperimentarlo...le ricette sono una più bella dell'altra!
Questo panbrioche, tipico della Finlandia, mi ha colpito particolarmente, non è troppo dolce e rimane soffice per diversi giorni se conservato in un tupperware. Ma la cosa che mi ha attratta maggiormente fin da subito è stata la presenza del cardamomo pestato nell'impasto. Io temevo che si sentisse troppo sotto i denti, e allora l'ho lasciato in infusione nel latte, ma se lo tritate poi ditemi com'è :D

Comunque vi consiglio davvero questo libro, non ci sono solo i lievitati dolci, ma anche torte, pani, gallette...insomma, vi ho fatto venire voglia??


PULLA BREAD

La ricetta originale del libro prevedeva di fare una pastella di tutti gli ingredienti, tranne la farina, che andava aggiunta man mano.  A me sembrava strano però mescolare nel latte il lievito insieme al sale quindi ho proceduto diversamente.

Ingredienti per una treccia lunga circa 30 cm

Primo impasto
350 farina manitoba
15 lievito
125 latte tiepido
sale pizzico
50g zucchero
1 cucchiaio di cardamomo
1 uovo leggermente sbattuto
50g burro morbido a tocchetti

Dopo la lievitazione
25g uvetta
15g mandorle
zucchero qb per la copertura
latte per spennellare

- Scaldare il latte, rompere i semi del cardamomo e lasciarli in infusione almeno 10 minuti.
- Filtrare il latte (ancora tiepido) e scioglierci il lievito di birra.
- In una ciotola o nella planetaria, versare farina, zucchero e sale e aggiungere mano a mano il lievito sciolto nel latte. Aggiungere poi anche l'uovo e, poco alla volta, il burro.
- L'impasto risultante deve essere morbido, sodo ed elastico.
- Coprire e far lievitare (in luogo tiepido preferibilmente) per 20-30 minuti.
- Riprendere l'impasto e, senza lavorarlo troppo, aggiungere le uvette. 
- Dividere in tre parti uguali, ognuna delle quali andrà assottigliata a forma di un salsicciotto lungo circa 50 cm.
- Unire tre estremità dei salsicciotti, formare la treccia e chiudere le estremità opposte. 
- Rimboccare i bordi della treccia sotto l'impasto.
- Spennellare con latte (o uovo), spolverare di zucchero e di mandorle e cuocere a 200°C per circa 25 minuti, o fino a doratura.



Colgo l'occasione per tre comunicazioni veloci veloci! :)
Due settimane fa sono stata al Pasta Trend, dove sono stata premiata, insieme ad altre 5 fanciulle che ho avuto il piacere di conoscere, per il mio pane al pistacchio e carote (ve lo ricordate?), contest Millericette di Impastare.it. Ci hanno consegnato delle carinissime targhe personalizzate (woooow)...


...e c'era pure la telecamera!!! Che imbarazzo :D me timida...
Ecco qui e qui video e alcune foto (notare che ovviamente, mentre tutti sono in posa, io sto mangiando...)!



Ci tengo anche a ringraziare Kia perchè grazie al suo contest le mie gocce di marmellata hanno vinto il terzo premio!
Grazie grazie grazie :))

E come si suol dire, last but not least, ringrazio enormemente Cinzia e Federica per aver scelto le mie Mojito Bars come vincitrici della miglior ricetta dolce del contest sugli agrumi!!!!

Grazie grazie grazie anche a voi!!! :D



Un bacio

05 aprile 2011

Sedotta dal fascino straniero



Sono sempre stata attratta da tutto quello che è a me alieno: cibo (in primis :P), natura, costumi, arte, architettura, linguaggio. Mica per altro, una delle mie materie preferite all'università era linguistica.
Mi meraviglio tuttora quando mi soffermo a meditare sul fatto che, per la maggior parte, veniamo in fondo tutti dallo stesso posto. E il linguaggio si riflette in questa constatazione tanto semplice, ma in fondo così complessa e radicata in noi, nel nostro modo di essere, di pensare, di agire e di percepire il mondo intorno a noi. Perchè con la lingua interagiamo, verbalizziamo i pensieri, esprimiamo la nostra essenza.
Da quella che era la culla della civiltà, ci siamo espansi come frammenti di un'esplosione al rallentatore, il nostro aspetto si è piegato alla volontà della natura, abbiamo sfidato i mari e gli oceani, ci siamo mescolati; senza accorgercene, parliamo greco, parliamo latino, arabo, sassone...
Ci ritroviamo ad essere un po' imparenti con altri milioni di persone che vivono agli angoli di un pianeta che però è tondo.
E il finlandese è mio fratello, tanto quanto il nigeriano. 

BAKLAVA


Ho avuto l'occasione di assaggiare per la prima volta la baklava durante il corso di cucina etnica del Mediterraneo presso la scuola di cucina Quaderni&Fornelli. Essendo, infatti, fortemente allergica al miele, non mi sono mai azzardata a comprarla già fatta. Ma durante il corso mi è stata gentilmente conservata una porzione di dolce, sciroppata con acqua e zucchero, invece che con il miele. 
Inutile dire che ne sono rimasta estasiata, ha un profumo eccezionale! 
Se non l'avete mai provata, credetemi, dovete rimediare al più presto :)
Vi riporto la ricetta che abbiamo fatto al corso: 

Ingredienti per una teglia 30 x 20

250g di pasta fillo (10 fogli 30 x 20)
350g di mandorle
100g di zucchero
1 cucchiaino di cannella
80g di burro

per lo sciroppo:
200g di miele
2 cucchiai di acqua ai fiori di arancio
2 cucchiai di acqua

- Tritare le mandorle con lo zucchero e la cannella fino ad ottenere una granella abbastanza fine, ma con ancora qualche granello.
- Bagnare un foglio di carta da forno, strizzarlo bene e foderare la teglia.
- Fondere il burro e cominciare a spennellare il fondo, poi adagiare un foglio di pasta fillo e spennellare anch'esso su tutta la superficie, bene anche negli angoli. 
- Procedere così fino a sovrapporre 5 fogli, tutti imburrati. 
- Stendere la granella di mandorla e lisciarla bene, premendo con il retro di un cucchiaio, per avere una superficie liscia e compatta.
- Riprendere con gli altri 5 strati di pasta fillo, tutti ben spennellati di burro tra loro.
- Prima di infornare, con un coltellino liscio e ben affilato, tagliare i primi 5 strati di pasta fillo a losanghe o a quadretti (fermatevi appena con la punta sentite la granella di mandorla). Questo passaggio è fondamentale per poter servire il dolce già in porzioni: una volta cotta, la pasta fillo si sfalda e sarebbe impossibile tagliarla.
- Spruzzare leggermente di acqua e infornare a 170° per 50 minuti circa, o fino a che la superficie avrà assunto un bel colore dorato.
- Preparare lo sciroppo sciogliendo a fiamma media il miele nell'acqua e nei fiori d'arancio fino a quando vela il cucchiaio. Versarlo su tutta la superficie, soprattutto tra i tagli e negli angoli. Aspettare 10 minuti e poi servire.

Mi raccomando: i fogli di pasta devono avere la stessa dimensione della teglia: se avanza un orlo in più, tagliatelo, altrimenti si arriccia in cottura e deforma la baklava.


Con questa ricetta partecipo al contest di Sayuri, sui dolci dal mondo :)


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