30 maggio 2011

Piccole vittorie


Ho perso un chilo.
Chissene se ne dovrei perdere ancora un bel po' più di uno per tornare al normopeso...sono quelle piccole soddisfazioni che ti rendono una giornata improvvisamente soleggiata. 
L'aria profuma (anche se sono a Milano), cammino fluttuando e canticchio tra me e me: ho perso un chilo.
Incredibile come la bilancia possa manipolarci: metti un piede sopra, ma con la mano ancora ti reggi al lavandino, giusto per non avere lo shock della lancetta che schizza su e rischia di ancorarsi nella zona rossa del "se salite in due, pesate di meno". Poi azzardi l'altro piedino e stacchi la mano e vedi quei numerini impazziti che vanno su e giù, su e giù, fino al verdetto definitivo. Un chilo in meno, tiri un sospiro di sollievo e allo stesso tempo gongoli per aver davvero convinto il metabolismo di esserti messa a dieta sul serio, questa volta. E dopo un saltellante e gioioso balletto in mutande (che, grazie al cielo, non vede nessuno, ma che i vicini al piano di sotto scambiano per una mandria di elefanti alla carica), ti precipiti a indossare i tuoi jeans, quelli skinny fit, che scivolano su manco ti fossi fatta il bagno nell'olio, o almeno così sembra. Perchè quel chilo in meno non è che cambi chissà che.
Però tutto fa :)


Questa settimana vi voglio proporre un menu tematico, che ho realizzato già qualche settimana fa ma porello è rimasto in giacenza/bozza in archivio! Diciamo la verità, stava a fa' la muffa.
Il tema del menu è l'ananas: un frutto divino per me, dissetante, profumato ma soprattutto salutare: contiene una buona fonte di vitamina C, che non guasta mai :P, ed è un ottimo digestivo.
Inoltre, essendo costituita al 90% di acqua, con una buona porzione ci si sazia senza andare ad alimentare i rotolini e le maniglie dell'amore :D
Per ora vi propongo un antipasto, fresco e leggerissimo, che volendo può essere benissimo utilizzato come contorno. A voi la scelta :)


CARPACCIO DI ANANAS E FINOCCHI


Ingredienti

ananas e finocchio in pari peso
menta fresca
pepe rosa

per l'emulsione:
olio e succo di limone in rapporto 2:1
sale

- Facilissimo! Pulire i finocchi e l'ananas e tagliarli molto sottili.
- Per l'emulsione, frullare gli ingredienti insieme.
- Condire e decorare con pepe rosa e menta.

27 maggio 2011

I wanna be a cake designer


Finalmente posto anche io le immagini del Cake Design Italian Festival, svoltosi a Milano due settimane fa al Westin Palace.
Io sono andata sabato 14, insieme alla mia Gaietta, e sono stata letteralmente avvolta in un confettosissimo e chiccoso mondo di zucchero rosa, di fiori, pizzi, farfalle e fiocchi.
L'intero evento è stato coordinato grazie alla grinta e alla fantasiosa intraprendenza delle ragazze del team Silovoglio, che hanno organizzato anche un calendario di corsi per realizzare questo tipo di torte.
Ho avuto modo di conoscere Giusy Verni, una ragazza favolosa e solare, nonchè cake designer dotata di manine di fata! La torta che vedete sopra è infatti sua, così come i fiori qui sotto.


Va bene va', per questa volta lascio parlare le immagini (e dici niente!!!) :)









Che dite?
Riuscirò mai a fare la cake designer? E' il mio sogno nel cassetto...

23 maggio 2011

Soddisfacenti rivalutazioni


Quando mia sorella si è laureata, qualche anno fa, la mia coscienza di food blogger era ancora sopita. Più che sopita, narcotizzata direi, con droghe pesanti e, molto probabilmente, anche una mazzata in testa.
Amavo il cibo e amavo cucinare, certo, ma ero alquanto ignorante degli oscuri legami chimici di quest'arte.
Fatto sta che, proprio per la festa di laurea, mia sorella aveva richiesto al ristorante la meringata al limone, la sua torta preferita. Se bisogna gongolare per un bel risultato, tanto vale concedersi un bel premio godereccio, no?
E alla fine di una cena infinita per cui, ogni volta che arrivava un vassoio, avresti giurato che sarebbe stato l'ultimo, tra pance piene manco fossimo state oche da patè messe all'ingrasso forzato, cinture slacciate e giacche sbottonate, eccola che arriva: la meringata.
Era enorme, era bella e doveva sfamare un tavolo di persone che, da un capo all'altro della tavolata, non si riuscivano neanche a parlare se non con gesti sbracciati, bandierine nautiche, segnali di fumo e palette luminose da pista aerea.


Che importava se si era mangiato come non mai: col dolce si chiude in bellezza (vorrete mica chiudere un pasto con un'insalatina sciapa, neh??!!).  
Già mi rivedo la scena al rallentatore: il rito del taglio della torta, sguardi ipnotizzati (o semplicemente storditi da cibo e vino...), bavette d'acquolina, fiati sospesi (di chi per pudore non si era slacciato la cintura), la paletta pronta a scendere su quel guscio candido e gli orecchi tesi per catturare quel friabile e leggerissimo "crock" della meringa che affonda sulla crema al limone...
Qualcosa non va. Niente crock, niente guscio, niente effetto splat della crema al limone che esce ai lati della torta schiacciata dalla meringa.
Sui piattini ci si presenta una base soda di non so cosa, con sopra un nuvoloso e areato non so cosa.
I più intrepidi prendono in mano la forchettina mentre ancora ci si fissa increduli ma soprattutto molto, molto perplessi. Via, se lui ha assaggiato, assaggio pure io. Quel che non ammazza ingrassa, e io (ma per fortuna!) ho la tendenza ad ingrassare facilmente.
Cala il silenzio nella sala, in un tintinnare incerto di stoviglie: impossibile definire il sapore di quella che somiglia molto più alla spuma per capelli ammosciata. Mentre tutti assaggiano, si dà il via alle scommesse sul sapore di quella che dovrebbe essere la desiderata meringa al limone.
Tra mille punti interrogativi comparsi sulle teste dei commensali, vengo folgorata.
Sa di...sa di...sa di bagnoschiuma!
La consistenza c'era tutta, l'aroma chimico da bottiglietta-di-profumo-da-nonna pure.
A detta del ristoratore quella era la famosa "meringata molle", presentata come una delizia molto in voga.
Sarà: la meringata molle al gusto di profumo non se l'è scordata nessuno e da allora sono sempre stata poco attratta da questo tipo di preparazione.

Però ieri abbiamo festeggiato il compleanno di mia sorella e ho voluto ridar fiducia alla meringa "molle", preparando la lemon meringue pie.
Buona, non mi ha deluso per niente, anzi! E soprattutto non sapeva di bagnoschiuma...
L'ho preparata al mattino e l'abbiamo mangiata a pranzo. Poi l'ho riassaggiata dopo cena ed era, a mio parere, ancora più buona!
Bella "limonosa" come piace a me :)

Buon inizio settimana a tutti!
Alice


LEMON MERINGUE PIE

Mi sono ispirata a questa ricetta, ma apportato alcune modifiche, per praticità :)

Ingredienti per uno stampo di 23 cm circa di diametro

Per la frolla:
200g di farina 00
90g di zucchero
90g di burro morbido a tocchetti
la scorza di un limone bio (io ho usato quelli di sorrento)
un uovo
un pizzico di sale

Per la crema al limone:
100g di zucchero di canna
2 cucchiai rasi di amido di mais
la scorza di due limoni
125ml di succo di limone (sono circa due limoni normali, uno e mezzo se usate anche voi limoni di sorrento)
100ml di succo d'arancia
100ml di acqua
80g di burro
4 tuorli

Per la meringa:
4 albumi a temperatura ambiente (di uova freschissime e ben lavate)
200g di zucchero a velo vanigliato

- Preparare la frolla mettendo tutti gli ingredienti nel mixer, stenderla per uno spessore di circa 5 mm, bucare il fondo e farla riposare in frigo per almeno mezz'ora.
- Cuocerla in forno a 180°C da sola, coperta da un foglio di carta forno e da legumi secchi.
- Intanto che la frolla cuoce, preparare la crema, mescolando zucchero, maizena e scorza.
- Unire, mescolando bene con una frusta per evitare i grumi, il succo di limone, quello di arancia e l'acqua.
- Mettere a cuocere a fuoco medio fino a che non si addensa. Togliere dal fuoco e aggiungere il burro mescolando per farlo sciogliere uniformemente.
- Unire poi le uova leggermente sbattute e riporre sul fuoco medio. Mescolare vigorosamente fino ad ottenere una crema densa.
- Coprire la pentola con un foglio di alluminio (non a diretto contatto con la crema) per manterla calda.
- Montare gli albumi con un goccio di limone. Quando sono bianchi e gonfi aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero a velo.
- Versare la crema ancora calda nella frolla e subito dopo la meringa, cominciando dai bordi e poi coprendo il centro.
- Cuocere in forno per 15-20 minuti a 180°C per far dorare la meringa.

16 maggio 2011

Come fango


Vi è mai capitato di sporcarvi di fango un paio di belle scarpe (ah sì, preferibilmente nuove e scamosciate)? E di pucciare nella melma l'orlo troppo lungo di un pantalone che ti si inzuppa poi fino al calcagno, così che quando torni a casa e togli le scarpe sei costretto a camminare in punta di piedi altrimenti ridipingi il pavimento di una graziosa tonalità marrognola (per non contare l'effetto fastidio-da-urlo del tallone del calzino inzuppato)??
Ah ma poi i miei preferiti sono gli autisti degli autobus che, nei giorni di pieno diluvio universale, se ne fregano altamente se tu sei lì lì per attraversare con il tuo ombrellino farlocco comprato dai vucumprà giù in metro e che sta attaccato praticamente con lo sputo e già lo vedi che ha una voglia matta di scoperchiarsi. Sì perchè io sono convinta che a codesti autisti venga attribuito una sorta di bonus in busta paga, oppure hanno la raccolta punti coi bollini: più pedoni annaffi, più punti fai. E se hanno un bel trench color sabbia, raddoppi i punti!


Ma, insomma.
Ecco a cosa pensavo l'altro giorno mentre preparavo questa torta. La mud cake. Mud, fango: se almeno il fango fosse un tantinello più grazioso a vedersi, non so, rosa, giusto per non avere quel colore troppo-simile-a-quella-cosa-che-dovrebbe-portare-fortuna-se-calpestata...
O se solo avesse un profumo invitante...
E ora fatemi fare l'Alice di Carroll della situazione. Perchè, nel mio mondo, le strade sarebbero fatte di biscotto, le nuvole di panna montata, la pioggia di latte e il fango sarebbe fatto di cioccolato.
A questo punto temo proprio che ci sarebbe un calo generale di disciplina per le strade ma soprattutto al lavoro perchè tutti peccherebbero di assenteismo per andare a rotolarsi nelle pozzanghere. E io sarei la prima agli angoli dei marciapiedi, lì dove ci sono i tombini con la cioccolata che ristagna e che proprio non vuole saperne di andare giù. Pronti con le cannucce??

P.S.: ci tengo solennemente a precisare che nel mio mondo non esistono cellulite, colesterolo alto, diabete e quant'altro. Siete tutti benvenuti :) 


MUD CAKE di Donna Hay

Ne approfitto per ringraziare Cinzia che, per il contest degli agrumi che ho vinto nella categoria miglior dolce con i miei Mojito Bars, mi ha spedito come regalo questa bellissima alzatina (che vedete in foto) e questo libro, da cui ho tratto la ricetta. Grazie! :))

Ingredienti per uno stampo da 22cm di diametro

375g burro morbido
230g zucchero di canna
3 uova
300g farina 00
80g cacao amaro
180ml latte
200g cioccolato fondente
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
cacao extra per spolverare

- Imburrare abbondantemente lo stampo e foderare con una striscia di carta da forno i bordi, con un cerchio il fondo.
- Riscaldare il forno a 160°C.
- Montare il burro con lo zucchero fino a farlo diventare spumoso. Sempre continuando a montare, aggiungere, uno alla volta, le uova.
- Sciogliere intanto a bagnomaria il cioccolato.
- Setacciare insieme farina, cacao, bicarbonato e aggiungerli all'impasto poco alla volta, facendo assorbire bene.
- Aggiungere poi il cioccolato fuso e, per ultimo, il latte a filo.
- Quando l'impasto è omogeneo, versarlo nello stampo e infornare per 1 ora e 15 minuti. A me c'è voluto un pochino di più, ma è sempre meglio verificare con lo stecchino. Tenete conto che è una torta che all'interno resta tendenzialmente umidina, ma compatta. Lo stecchino deve uscire umido ma non eccessivamente sporco.
- Far raffreddare completamente nello stampo, sformarla e spolverare di cacao.

10 maggio 2011

Oscuri presagi


Tutto cominciò un venerdì sera.
"Amore, sai che hanno appena aperto Aldo in centro?"
"Chi, quello delle scarpe?"

...

Nel mio mondo perfetto, in cui l'uomo di casa sa tutto di brugole e viti, ma non sospetta nemmeno lontanamente dell'esistenza di tacchi a cono nè di plateau, il fatto che lui sappia che negozio sia Aldo è un segnale inquietante.
E da allora fu tutto un susseguirsi di disastri.


Bestiacce a otto zampe che piovono sulla mia sedia del lavoro (grazie al cielo non ero seduta in quel momento!!!) o che mi penzolano allegramente davanti mentre cucino, pentolini di sugo che esplodono facendo danni per mezzo metro di raggio in tutte le direzioni (e meno male che la mia tuta è rossa!), torte che non lievitano, api regine che decidono che casa mia è molto graziosa e vale la pena stabilirsi in cucina, docce nel tirare giù dallo sgocciolatoio il frullatore ad immersione con quel suo gentilissimo ristagno d'acqua nel pezzo ad incastro (ma perchè? perchè lo metto sempre al contrario???).
Ma soprattutto, sono riuscita a prendermi la sinusite per la terza volta nel giro di sei mesi, quando fuori ci sono sole e 25 gradi di temperatura.

Va beh, per esorcizzare un po' la cosa, ho fatto il voodoo al pollo. Che crudeltà...però era buono :)


POLLO ALLO ZENZERO IN SALSA SATAY

Ingredienti per 4 persone

8 filetti di petto di pollo

Per la marinatura:
olio di oliva
succo di limone (o lime)
zenzero  
sale
pepe nero

Per la salsa satay:
50g di arachidi non salati (peso sgusciato e pulito)
un cucchiaino di succo di limone (o lime)
100ml di acqua fredda
prezzemolo fresco (l'ho usato al posto del coriandolo fresco perchè non lo amo molto)
qualche bacca di coriandolo
             +
due cucchiai di passata di pomodoro (o poco concentrato)
uno spicchio di aglio
olio qb (non evo)


- Tagliare a straccetti il pollo e formare gli spiedini.
- Mischiare tutti gli ingrenti per la marinatura e farvi marinare gli spiedini per almeno un'ora, meglio tutta la notte.
- Preparare la salsa satay frullando tutti gli ingredienti del primo gruppo (arachidi, limone, acqua, prezzemolo, coriandolo) fino ad avere una salsa liscia. 
- In un pentolino, scaldare l'aglio pestato (o tritato, se preferite), rimuoverlo e aggiungere il mix di arachidi tritati e il pomodoro e far scaldare mescolando per non far attaccare.
- Grigliare gli spiedini e servire con la salsa satay.


Con questa ricetta partecipo al contest di About Food su barbeque e salse :)


05 maggio 2011

Che capra!


Amate Harry Potter?
Io sì...da morire.
Ho cominciato a leggerlo quando in libreria era uscito il terzo libro ed Harry Potter era già un fenomeno mondiale. Proviamo col primo, mi sono detta, ed è stata la fine, sono stata risucchiata nel vortice di questa dipendenza da bacchette magiche e castelli invisibili all'occhio babbano (sì, sono una babbana...che triste cosa!).
Da allora ogni volta si ripeteva il rito dell'attesa palpitante dell'uscita del libro, puntualmente divorato nel giro di due giorni massimo, con veglie notturne fatte di calamari sotto agli occhi il giorno dopo perchè dovevo assolutamente leggere il più possibile alla luce di quell'abat jour troppo fioca.
E una volta girata l'ultima pagina che succedeva?
Mi mancava quel mondo, volevo ancora un po' di magia, un po' di incantesimi e duelli a colpi di bacchetta, scalpitavo per sapere cosa sarebbe successo dopo.


Ovviamente la stessa identica scena si ripeteva all'uscita di ogni film e mi sento consolata dal fatto che nelle sale del cinema ci siano sempre più adulti che bambini. Ed è inutile dire quanto mi diverta ad agitare il telecomando della Wii per fare le magie...

Caso vuole che, non so ancora come nè perchè (ma forse certi interrogativi è meglio non porseli), mi sia capitato l'altra notte di sognare di evocare con la mia bella bacchetta magica un Patronus: per chi non lo sapesse, il Patronus è una specie di animale protettore, diverso per ognuno dei personaggi. Harry Potter ha uno stupendo cervo...e pure io volevo il cervo!
Ma che mi usciva?? Una capra...
Oh yes...una capra.
Per carità, tanto carucce le caprette, io le adoro...ma volete mettere con la maestosità del cervo??
Ecco, scommetto che con l'imbattibile bacchetta di sambuco avrei ottenuto risultati migliori...
La bacchetta non la ho, ma ho lo sciroppo!
E ci ho fatto una torta, magica e che (soprattutto) non sa di capra!!! :D


TORTA ALLO SCIROPPO DI SAMBUCO

Lo sciroppo di sambuco che ho comprato è quello dell'Ikea. Lo rimiravo da tempo anche perchè adoro i loro succhi al sambuco...ha un gusto dolce perchè concentrato, ma al tempo stesso tendente all'asprigno. Sta benissimo con il limone, che non ho messo in grande quantità perchè volevo si sentisse lo sciroppo. Un consiglio: abbondate, perchè la parte inzuppata è la più goduriosa! :)

P.S.: hanno anche quello ai mirtilli rossi e intendo prenderlo...qualcuno l'ha già provato?

Ingredienti per uno stampo da 20cm di diametro

200g di burro morbido a cubetti
220g di zucchero di canna
la scorza di mezzo limone
4 uova
220g di farina 00
80g di fecola di patate
un cucchiaino di lievito per dolci
sciroppo di sambuco

- Scaldare il forno a 180°C. Preparare uno stampo da 20 cm di diametro foderandone bordi e fondo con la carta da forno
- Setacciare farina, fecola e lievito insieme.
- A parte montare il burro con lo zucchero. Una volta che è bello gonfio e spumoso, aggiungere le uova, una alla volta, facendole assorbire.
- Incorporare poi lentamente (se avete la planetaria abbassate alla velocità 1) la farina.
- Versare nello stampo e infornare subito a forno caldo. Cuocere per un'oretta circa o fino a che lo stecchino non risulta asciutto.
- Appena sfornata, toglierla delicatamente dallo stampo e tagliare la cupola con un coltello a lama lunga, liscia e molto affilata.
- Rovesciare la torta (per avere la superficie bella piatta), bucarla in più punti con uno stecchino e spennellare con abbondante sciroppo di sambuco (versatene un cucchiaio alla volta).


P.S.: Avete dato un'occhiatina qui? C'è una dolcissima intervista su Fashion Is...un sito moooolto interessante per sbirciare le ultime tendenze ;)
Ringrazio ancora la redazione!!!!

02 maggio 2011

Però...


Amo tantissimo le salse. 
La maionese per me è la regina delle salse, datemi un tubetto di maionese e mi ci attacco penosamente come un bimbo al biberon, me la bevo. Altro che nutella...
Per mia fortuna ho una sorta di timore verso le uova crude, quindi, non avendo un pollaio con uova fresche tutti i giorni, non arrivo a prepararmela da sola, altrimenti sarebbe la fine delle mie coronarie.
Ma che ci sarà mai di strano? In fondo trattasi di uova, limone e olio. C'è di peggio...
Cattivissima giustificazione per chi si è autoimposto (tra atroci sofferenze e con scarsi risultati) di stare a dieta. Per cui mi basta evitare il reparto "salse" del supermercato per non cadere in tentazione e ripiegare sul classico cucchiaio misurato di olio evo a cena.



Però...
Odio questi "però". Sono insidiosi, subdoli, ti sussurrano nell'orecchio. Me li vedo appollaiati sulla spalla vestiti di rosso con le corna e la coda uncinata, mentre con il forcone in mano sgonfiano l'angelico antagonista dalle piumate ali che cerca di combattere a colpi di lira con l'aureola già mezza spiegazzata; eccolo lì, che sta appeso per un pelo con la manina...no, aspetta, quel demonio gli ha pestato le dita...è andato definitivamente.
Una salsina te la puoi concedere...solo semi e aceto, che sarà mai?
Disse il subdolo. E via, cediamo a questa misera tentazione. 
E come giusto contrappasso per aver rinnegato i buoni propositi, mi sono infuocata con questa senape davvero infernale!


SENAPE

Ingredienti

25g di semi di senape gialla
15g di semi di senape nera (o rossa, o entrambe mischiate)
50g di zucchero di canna
un cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di timo (io ho usato timo fresco, ma secco va benissimo)
4 o 5 cucchiai di aceto di vino bianco

- Pestare nel mortaio tutti gli ingredienti secchi (pestatene pochi alla volta, così sarà più facile ottenere un mix abbastanza farinoso).
- Aggiungere l'aceto, un cucchiaio alla volta, mescolando con una frusta. 
- Appena fatta sarà un po' troppo liquida e il sapore non ricorderà la senape, ma dopo una mezz'oretta di riposo l'aceto si assorbito e avrà tirato fuori tutto l'aroma della senape.
- Se vi sembra troppo grossolana, date una frullata con il frullatore ad immersione.

Con questa ricetta partecipo al contest a sei mani di quelle pazzerelle che sono Gaietta, Una Zebra a Pois e Mezzaluna
Se non avete ancora partecipato vi invito caldamente! C'è tempo fino al 15 maggio per sfidare i bancali dei supermercati e preparare con le vostre manine quello che di solito si compra! Vi intriga la sfida?
E poi...vedeste che premi!!!!!





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