06 dicembre 2012

Follie


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Dovete saperlo, questi mesi di "silenzio" virtuale mi hanno torturato.
Ho visto cose che non posso non raccontare e, in questa pazza città di corri corri e spintonate, le peggiori non possono che svolgersi in metropolitana. 
Ma da chi comincio? 
Dunque, c'era quello che sulla banchina faceva finta di parlare al cellulare usando la mano a forma di cornetta e quasi quasi mi aspettavo che dicesse, oltre a un ripetutissimo "pronto", anche "cara, butta la pasta".
Poi c'è stato quello che gridava in faccia alle persone "CHE MESE E' OGGI?? E DOMANI???" e ci mancava che mi prendesse per il bavero da tanta furia aveva. Indimenticabile; ho cercato di evitarlo in tutti i modi perchè l'ho visto arrivare da lontano (santissimi i nuovi treni con le carrozze tutte unite, mi danno un vantaggio non indifferente) ma, nonostante io abbia pregato in tutte le lingue a me note e seminote (milanese compreso), questo mi ha raggiunta appena prima che si aprissero le porte. Non vi dico quanto ho sudato.

pot4Ho avuto anche il mio momento di calma zen, di recitazione del mantra "iosonosuperioreatuttociò" quando un rincretinito perditempo (ma andasse a zappare in miniera) mi ha visto arrivare e ha cominciato ad urlare per telefono qualcosa come "ma le ragazze di Milano non sono capaci di fare niente, sono stupide, sono brutte" ecc ecc...ancora oggi non mi capacito di come io abbia potuto ignorarlo, visto che questo mi si è pure attaccato ai talloni e mi seguiva tenendo il mio passo da seminatrice e urlandomi praticamente nelle orecchie.
E come dimenticare il vecchiettino urlatore che scende sempre a Cadorna e grida frasi senza senso, tirando in ballo, tra i molti, anche il Conte di Cavour?!
Ma il mio preferito è sempre lui, il folle ballerino 50enne della sera sulla linea rossa. Sale solo sulle carrozze poco affollate perchè fa certi numeri appendendosi alle maniglie (nella vita precedente forse era uno scimpanzè) o in verticale sulle mani. Si veste da breakdancer, pantaloni in acetato, t-shirt e cappellino con la visiera all'indietro, sempre accompagnato dal suo fido stereo anni '80 portato in spalla; barba incolta con folti baffi che celano una dentatura che più che altro è una sdentatura, è il Micheal Jackson metropolitano. O per lo meno ci prova: più che afferrarsi i gioielli e stropicciarsi le spalle della maglietta non fa. Però devo dire che ha un modo tutto suo di interpretare Thriller che è un amore. Il mio verso preferito? "Eh lei che sta seduta sul bidè".
Non chiedetemi altro.

pot1PETIT POTS ALLA CAROTA VIOLA E COCCO

Ingredienti per 4 pots

100ml di latte intero
20ml di panna fresca
2 tuorli
35g zucchero
100g di carote viola (peso sbucciato)
4 cucchiai di farina di cocco + extraper guarnire

Cuocere a vapore le carote per renderle tenere. Frullarle poi fino a ridurle in una crema omogenea.
Scaldare a fuoco basso il latte e la panna e lasciare in infusione con il cocco per almeno 15 minuti.
Intanto mescolare tuorli e zucchero ma senza montarli.
Filtrare panna e latte e unire ai tuorli aggiungendo anche la purea di carote, mescolando bene con una frusta.
Porzionare la crema e cuocere a 90°C in forno statico per 1 ora e 30.
Far raffreddare e guarnire con del cocco.

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